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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 993
RAGUSA - 10/10/2013
Sport - Calcio, serie D: la società non ha pagato il canone dovuto al comune per l’utilizzo dell’impianto

Ragusa in pieno dramma: chiuso anche lo stadio ed Enzo Vito si è dimesso

In un comunicato ufficiale il presidente ha comunicato la sua decisione di fare un passo indietro ed ha nominato il dg Ennio Cerasi quale presidente pro tempore ed amministratore delegato Foto Corrierediragusa.it

Senza presidente, senza soldi, senza pasti e senza campo sportivo. Il Ragusa è nel caos più totale. La crisi ha subito un´accelerazione negli ultimi giorni e la ciliegina sulla torta, si fa per dire, è stata la chiusura dell´Aldo Campo. Giocatori e tecnici si sono presentati per l´allenamento programmato ma hanno trovato i cancelli chiusi. La società non ha infatti pagato il canone per il fitto dell´impianto relativo al mesi di agosto ed il sindaco Federico Piccitto ha usato il pugno di ferro dopo le numerose sollecitazioni ai dirigenti. Stadio chiuso e tutti a casa in attesa di chiarimenti e soprattutto pagamenti.

Giocatori delusi, amareggiati e con il morale sotto i tacchi. Gli ultimi tre acquisti, tutti giovanissimi, hanno deciso di togliere l´incomodo ed andarsene ed altri pare che stiano ripensando la propria posizione per restare a Ragusa non avrebbe più senso. La gestione Vito è stata un disastro e la città, e naturalmente la società, ne paga le conseguenze. Quello che è stato costruito mattonella su mattonella negli ultimi anni è andato in fumo grazie ad una gestione dissennata e confusa. Il problema è ora il futuro ed i tifosi e quanti hanno a cuore le sorti del Ragusa sono preoccupati. Serve uno sforzo di tutti per salvare il salvabile e liberarsi al più presto dei fantasmi del più recente passato.

Le dimissioni di Enzo Vito
Enzo Vito lascia il Ragusa. Come recita il comunicato ufficiale della società "Per problematiche legate al lavoro, alla famiglia e per impegni strettamente personali".

Vito ha delegato l´ex dg Ennio Cerasi quale presidente ed amministratore delegato pro tempore della società. Il vicepresidente è Nicola Savarese. Marcello Martucci resta direttore sportivo. Il Ragusa cambia dunque faccia e si prepara ad una nuova rivoluzione perchè è chiaro che Vito non ne vuole più sapere del Ragusa ad appena quattro mesi dal suo roboante insediamento quando prometteva di costruire una società modello ed un Ragusa da primato. Le sue promesse si sono rivelate di carta e giorno dopo giorno la realtà ha dimostrato il bluff di Enzo Vito; giocatori in entrata ed in uscita in gran numero, dirigenti cambiati, improbabili collaboratori e soprattutto una squadra che non va, ad onta della vittoria di domenica scorsa a Licata.

Legittimo chiedersi a questo punto che fine farà il Ragusa. Qualcuno parla già di una cordata che farebbe capo all´ex direttore generale del Ragusa, Cesare Sorbo, che avrebbe messo insieme alcuni imprenditori per salvare almeno la stagione. Tutto da verificare e soprattutto c´è un lavoro da fare perchè è chiaro che i più stretti collaboratori di Enzo Vito non possono più restare alla guida della società. Il progetto è miseramente fallito ed è bene che si faccia pulizia completa. Vittime di questi comportamenti i giocatori, illusi ed irretiti da promesse, ma anche i tifosi che si ritrovano senza punto di riferimento alcuno. Bisogna a questo punto reagire e trovare subito una via d´uscita per il buon nome di Ragusa e del Ragusa.

La situazione della squadra

Il primo transfer è arrivato ed Augustine Kofi, senegalese, potrà essere schierato domenica quale esterno destro di difesa nella gara contro il Rende. E´ una buona notizia per il tecnico Simone Rughetti che potrebbe avere anche a disposizione anche gli argentini Cecco, Malandra e lo spagnolo Martinez visto che da Roma è stato annunciato l´arrivo della documentazione.

Queste le buone notizie in casa azzurra ma la situazione resta molto fluida perchè i giocatori non hanno ricevuto ancora alcun compenso e si astengono dal lavorare come si conviene. Solo un paio di sedute atletiche e tanti colloqui con il direttore generale Ennio Gerasi, che ha tentato in tutti i modi di mettersi in contatto con il presidente Enzo Vito per avere notizie su eventuali accreditamenti a favore dei giocatori. Anche il ristorante presso il quale i giocatori consumano i pasti ha chiuso il credito ed oltre che senza soldi tutti i componenti la rosa, ben 33 allo stato attuale, dovranno provvedere per proprio conto. Non è forse un caso che gli ultimi tre acquisti, Andrea Censori, classe 88´, già al Giulianova e Teramo in Lega Pro, centrocampista, Alberto Felici, classe 87´, esterno di centrocampo, ex giovanili Lazio, e Dante Gagliardi, ex Fermana, hanno subodorato la difficile situazione della società e non si sono allenati preferendo attendere gli sviluppi. Il silenzio e l´assenza di Enzo Vito sono preoccupanti e non lasciano sperare in niente di buono.

Un gruppo di tifosi a nome di quanti sono e sono stati nel passato vicini al club si sono decisi a lanciare un appello con una lettera che pubblichiamo qui di seguito con la quale si prendono le distanze dalla gestione Vito:

LA LETTERA ALLA CITTA´ DEI TIFOSI

Da un paio di mesi a questa parte stiamo assistendo ad una graduale distruzione del Ragusa calcio. Una serie di personaggi o pseudo dirigenti stanno facendo in modo che venga infangata la storia e la tradizione calcistica della nostra magnifica città, una situazione scoraggiante e molto ambigua poichè non sappiamo chi o quanti devono assumersi la responsabilità di questa disfatta. Si tratta di una vera e propria mancanza di rispetto, non solo nei confronti di tifosi e città ma anche degli stessi giocatori a cui va un sentito ringraziamento per quello che stanno facendo e per l´attaccamento dimostrato alla maglia nonostante le immense difficoltà che vivono ogni giorno. Basti pensare che, se non fosse per alcune persone che hanno a cuore le sorti della squadra, non avrebbero nemmeno da mangiare. Siamo arrivati al limite della tolleranza di tutto ciò, a fine giugno questi dirigenti si erano presentati come i salvatori della patria ingannando tutti.

La città di Ragusa ha sempre dimostrato grande correttezza, lealtà e rispetto nei confronti di tutti, princìpi che, a quanto pare, non appartengono a questi dirigenti. I tifosi e la città non meritano di essere ingannati. Abbiamo trascorso anni davvero tristi, dopo la fine del glorioso US Ragusa 1949. Abbiamo sopportato categorie che non ci appartenevano, ma per amore della maglia l´abbiamo sempre sostenuta, e dopo tante difficoltà abbiamo rivisto la luce in fondo al tunnel ritornando in una categoria quantomeno degna, consapevoli di meritare ben altro.

NOI NON CI RICONOSCIAMO IN QUESTA SOCIETA’. CHI VUOLE DISTRUGGERE IL RAGUSA CALCIO E’ PREGATO DI FARSI DA PARTE!