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RAGUSA - 29/05/2013
Sport - Basket: grande partecipazione all’appuntamento presso la Scuola dello Sport

La "Magica Virtus" rivive in un libro e festeggia 65 anni

"Pensare alla Virtus come dispensatrice di emozioni, alla sua vera forza che fu quella di creare atmosfere magiche e coinvolgenti, segnate da gesti semplici, ma importanti" Foto Corrierediragusa.it

E’ festa per la Virtus e per tutto lo sport provinciale. Nella sede della scuola dello sport sono stati festeggiati i 65 anni della Virtus e per l’occasione è stato presentato il libro «Magica Virtus, le vie del basket a Ragusa". L’aula magna era strapiena di cestisti in erba e tanti ex che non hanno voluto mancare all’appuntamento.

Il volume, edito dal Coni provinciale, vuole ricordare il 65.mo compleanno della nascita della Virtus e, soprattutto, le bella gesta ed i fasti dei tempi che furono. Ma soprattutto, per dirla con Concetta Nasello, che ha curato la pubblicazione, per "pensare alla Virtus come dispensatrice di emozioni, alla sua vera forza che fu quella di creare atmosfere magiche e coinvolgenti, segnate da gesti semplici, ma importanti". Al revival c’erano il primo presidente (nonché allenatore e giocatore), Salvatore Vitale, gli emozionatissimi Salvatore «Poppy» Di Martino e Francesco Grande (che ha «ripescato» splendide foto d’epoca), il segretario della Camera di commercio, Carmelo Arezzo, il primario oncologo Meno Iacono, Giovanni Zago, e tanti altre protagonisti delle cavalcate virtussine. Loro, i pionieri della Virtus, per una volta insieme a centinaia e centinaia di virgulti del vivaio della Nova Virtus, capitanati dagli alfieri della squadra di oggi, i fratelli Andrea e Alessandro Sorrentino, che oltre a rinverdire la tradizione tanto cara in casa Virtus di schierare coppie di fratelli (dai Criscione ai Cintolo, dai Gebbia ai Cassì), sono chiamati ora a fortificare le basi del rilancio della pallacanestro ragusana.

Questo anche il leit-motiv dell’auspicio di Sasà Cintolo che, ricordando la favola vissuta per 50 anni, culminata con la promozione in A2 nella stagione 1997-98 ma dissoltasi nel 2005-2006, quando la Virtus disputò l’ultimo campionato di «grido» in serie B, ha anche lanciato il monito ai futuri amministratori affinché, tornino a riservare al basket ed allo sport in generale la giusta e doverosa attenzione, visto che l’ultimo bilancio del Comune non annoverava neanche un cent per quella che è stato definito il più importante dei servizi sociali e di aggregazione che l’ente locale dovrebbe garantire. Con la Virtus che, da sempre, per usare le parole del presidente del Coni «è stata fucina di vita, consacrata dal ruolo formativo svolto dai tecnici e dai dirigenti, suggellata dai tanti componenti la famiglia virtussina che si sono imposti nella vita professionale e civile, così come avevano saputo già fare i campo».

Nel giorno dei ricordi e della memoria di gesta epiche, ma anche di atleti dal grande cuore prematuramente scomparsi (due per tutti, Pino Minardi, a cui è intitolato il palasport di contrada Selvaggio e Salvatore Padua, cui è invece dedicato l’altro tempio del basket ragusano, il Palazama), c’è stato dunque tanto spazio per rimettere a fuoco «emozioni» irripetibili, ma anche per rilanciare la speranza di una palla a spicchi che, con il «marchio» Virtus, possa nuovamente tornare in auge.