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RAGUSA - 10/12/2010
Sport - Basket: la squadra non segna più. Perchè?

Nova Virtus smarrisce la via del canestro. C´è Catanzaro

La classifica virtussina ne ha immediatamente risentito, con la Recupido-band ora relegata al quart’ultimo posto insieme a Corato Foto Corrierediragusa.it

La Nova Virtus ha smarrito la via del... canestro. Non segna più ed è, perciò, incappata in due sconfitte di fila, contro avversari abbordabili come Bernalda e Martina Franca, anche se i pugliesi, per la verità, vantano un quintetto grande e grosso, partito con ben altre velleità. La classifica virtussina ne ha immediatamente risentito, con la Recupido-band ora relegata al quart´ultimo posto insieme a Corato, appena due punti sopra la zona «rossa» in cui navigano Benevento, Bernalda e Bari.

Il canestro è l´essenza del basket. Perché la Nova Virtus non riesce più a metterla dentro?

"Il nostro è un quintetto assai piccolo – prova a spiegare coach Gianni Recupido (nella foto) – e, dunque, fisiologicamente facciamo fatica a segnare, soprattutto contro difese assai «fisiche» e quando gli avversari ci mettono, come si dice in gergo, le mani addosso. Per la verità, anche noi abbiamo difeso assai bene con Bernalda e Martina Franca, ma alla fine abbiamo pagato dazio. Non segniamo più, perché ci manca la fluidità di gioco. Non vuole essere una scusante, ma l´assenza di Mattia Terrana (che salterà certamente anche la trasferta di Catanzaro e che solo in extremis potrebbe essere recuperato per l´ultimo confronto casalingo dell´anno con l´Accademia Campobasso) si sta facendo sentire molto.

Il nostro play tascabile, con la sua velocità, la sua verve, persino, se si vuole, con la sua «schizofrenia» tecnica, rende effervescente il nostro gioco d´attacco, spacca le difese, attira gli avversari, penetra segnando oppure scaricando, conclude dal perimetro e comunque crea sempre varchi ai compagni. Non a caso, sia a Campobasso con la Mens Sana non appena si è infortunato, sia con Bernalda e con Martina, senza Terrana, abbiamo fatto grandissima fatica ad attaccare e soprattutto a segnare, perché non andiamo più in contropiede, non riusciamo a ribaltare la palla sui raddoppi, non creiamo spazi per i tiratori. Certo, non sono mancati l´impegno ed il carattere, ma restano tanti limiti da superare e, soprattutto, tanti fattori tecnici da migliorare.

Eppure, se con Martina Franca avessimo tirato appena con il 60% ai liberi, lasciando stare le altre specialità di tiro perimetrale, avremmo vinto. Il buon Casale, straordinario per molti aspetti, dalla linea della carità, la mette sempre dentro. Invece, a 50´´ dal gong, ha sbagliato entrambi i liberi che ci avrebbero dato la vittoria, anche per un problema alla spalla. Avrei potuto fare la furbata di sostituirlo, ma chi entrava a freddo, avrebbe segnato? Senza contare che Ale Sorrentino, uno dei principali nostri terminali offensivi, condizionato dai falli, non ha praticamente giocato>.

Appunto, coach, come si spiegano anche i troppi errori nei «personali»?

"Il problema è che, non segnando, perdiamo fiducia, ci innervosiamo e, dunque, sbagliamo anche le cose più facili, persino i tiri liberi o sotto le plance. Eppoi, diciamolo chiaramente, all´inizio del campionato ci siamo espressi meglio del previsto e, soprattutto delle nostre potenzialità, illudendoci di poter fare... sfracelli. Ora siamo tornati al nostro standard. Le statistiche, che nel basket spesso dicono la verità, ci relegano ad esempio agli ultimissimi posti ai rimbalzi. E senza rimbalzi non si fanno contropiedi. Alla fine, noi così piccoli, ci scontriamo con il muro di cemento armato rappresentato da difese alte, grosse e ben schierate. Su questi aspetti tecnici, dobbiamo lavorare e migliorare per ritrovare la via maestra".

Domenica la Nova Virtus gioca a Catanzaro, sul campo di una delle veterane della categoria (ore 18, arbitri Somensini di Brescia e Leoni Orsenigo di Como). Pronostico chiuso?

"Macché, magari ci snobbano – replica Recupido – e ci facciamo un bel regalo! Catanzaro, per tornare alla realtà, è una gran bella squadra, con l´ex Cattani che in B dilettanti fa quello che vuole, l´oriundo Di Marco sempre lucido in cabina di regia, Mlinar, Radovanovic, Candela e Saccoccio che fanno valere senza respiro la loro fisicità. Ma abbiamo sempre lottato con tutti ed anche in Calabria ce la giocheremo sino in fondo".