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RAGUSA - 31/10/2010
Sport - Rugby: i ragusani partono bene, poi si spengono in campo, ma alla fine vincono

Rugby: Oncoibla Padua batte Logaritmo Messina

Migliore in campo Eugenio Lo Presti, per la rabbia con cui ha segnato la meta e perché il suo ingresso ha cambiato il volto alla partita
Foto CorrierediRagusa.it

Oncoibla Padua Rugby Ragusa:
15- Paolo Iacono; 14- Bellina, 13-Calamaro, 12-Nobile, 11-Valenti; 10-Peppe Iacono, 9-Gurrieri; 8-Giovanni Tumino 7-Pace, 6-Stefano Tumino; 5-Arrabito, 4-Di Stefano; 3-Solarino, 2-Di Mauro, 1-Raspaglia.
In panchina: 16-Campanella, 17-Leggio, 18-La Rosa, 19-Lo Presti 20-Ortolano, 21-Comitini, 22-Cassarino.
Allenatore: Peppe Gurrieri.

Logaritmo Messina:
15- Marzullo; 14- Tulumello, 13-Lucchese, 12-Santamaria, 11-Perugini; 10-Femminò, 9-La Torre; 8-Cabrera, 7-Inperdonato, 6-Cariddi; 5-Cincotto, 4-Solano; 3-Licata, 2-Morabito, 1-Merlino.
Allenatore: Sparacino

Arbitro: Costantino di Messina


Un Oncoibla Padua dai due volti riesce ad avere ragione di un volitivo Logaritmo Messina che ha disputato la sua onesta partita ma che nulla ha potuto quando, nel secondo tempo, i ragusani hanno deciso che era giunto il momento di mettersi a giocare e hanno marcano le tre mete che ha permesso loro di vincere l’incontro.

Eppure i ragusani erano partiti a spron battuto e per i primi dieci minuti avevano costretto i peloritani nella loro area dei 22 e solo la sfortuna e la precipitazione avevano fatto sì che l’area di meta messinese restasse inviolata.

Poi, poco a poco, la veemenza azzurra si era attenuata e invece era venuto fuori il gioco semplice ma ordinato del Logaritmo che, pur senza strafare, aveva preso in mano il pallino del gioco, sfruttando al meglio gli errori e i ripetuti falli dei giocatori iblei.

Al 18° era così l’apertura Femminò a portare in vantaggio la propria squadra calciando in mezzo ai pali una facile punizione concessa per un’azione fallosa in una ruck che si stava giocando a dieci metri dalla meta azzurra. 0 a 3.

Subito il calcio, i ragusani avevano una reazione d’orgoglio e per diversi minuti portavano il gioco nei 5 metri messinesi. Ma che per gli iblei non fosse giornata si era già capito e così anche quei minuti di supremazia non avevano portato a nulla.

Peppe Gurrieri decideva allora di mescolare le carte e al 28° faceva uscire il primo centro Giorgio Nobile, che fino a quel momento non era certo stato inferiore ai suoi compagni di squadra, per il mediano di mischia Giorgio Comitini, spostando conseguentemente Giovanni Gurrieri all’apertura e Peppe Iacono a primo centro.

Un certo miglioramento c’era ma non era tale da cambiare l’andamento della partita e anzi, nove minuti dopo, i messinesi allungavano. Mischia sui 22 azzurri, apertura al centro Lucchese che trovava un buco nei trequarti iblei per poi aprire a Femminò che non aveva difficoltà a depositare l’ovale sotto i pali. La stessa apertura trasformava. 0 a 10.

Meta subita e nuovo scatto d’orgoglio azzurro. Questa volta, proprio allo scadere, gli iblei riuscivano a realizzare la meta, ma l’arbitro annullava perché secondo lui Raspaglia, nello schiacciare l’ovale a terra, aveva commesso passaggio in avanti. Fallo inesistente ma nel rugby l’arbitro si discute.

La prima frazione in pratica finisce qui, e il secondo tempo inizia com’era finito il primo, con i messinesi in attacco e i ragusani che commettono ripetutamente fallo.

Al 41° l’ennesimo fallo in ruck permette a Femminò di portare a 13 lo score per la propria squadra.

Passano i minuti e ragusani non riescono a trovare il bandolo della matassa. Gurrieri allora decide due cambi che, alla luce di quanto succede dopo, sono i due cambi della svolta: mette fuori Pace e Valenti e fa entrare Lo Presti e Cassarino.

La partita cambia faccia e già due minuti dopo i ragusani violano finalmente la difesa messinese.

Touche sui 5 metri giallorossi, maul avanzante dei ragusani, palla che arriva a Giovanni Gurrieri che si lancia contro la difesa ospite, la buca e va a tuffarsi in area di meta. Peppe Iacono non ha poi difficoltà a centrare i pali. 7 a 13.

Undici minuti dopo arriva la seconda meta locale. Punizione battuta velocemente dai giocatori iblei, la palla passa veloce di mano in mano fino ad arrivare a quelle di Stefano Bellina che supera il suo diretto avversario e la poggia oltre la linea di meta accanto alla bandierina. Questa volta il piede di Peppe Iacono non è preciso e il risultato si ferma sul 12 a 13. Ma i ragusani sentono che la partita può essere loro.

E infatti la meta della vittoria arriva al 68° ed è Lo Presti a segnarla grazie alla spinta del pacchetto degli avanti che riesce a portarlo fin dentro l’area di meta. Il successivo calcio di trasformazione di Peppe Iacono è corto. 17 a 13.

A quel punto i messinesi non riescono più ad imbastire un’azione decente mentre i ragusani si avvicinano ancora un paio di volte alla meta avversaria senza però riuscire a superare la fatidica linea. La partita finisce così, tra gli applausi dei tanti tifosi presenti sulle gradinate del Petrulli e gli abbracci tra i 30 giocatori in campo.

Negli spogliatoi raccogliamo la soddisfazione di Sparacino, allenatore del Logaritmo, per il gioco espresso dalla propria squadra e il disappunto di Peppe Gurrieri per una partita giocata bene solo negli ultimi 30 minuti. «Per 50 minti siamo stati poco lucidi e non abbiamo giocato come sappiamo. Per fortuna alla fine è venuto fuori l’orgoglio e siamo riusciti a vincere. Dobbiamo tornare a giocare con umiltà. Altrimenti non andremo lontano».

Migliore in campo Eugenio Lo Presti, per la rabbia con cui ha segnato la meta e perché il suo ingresso ha cambiato il volto alla partita.

Nella foto, la meta di Stefano Bellina