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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 481
POZZALLO - 15/02/2013
Sport - Basket, serie C: gioca in trasferta anche la capolista Porto Empedocle sul campo di Adrano

Nova Virtus a Gravina solo per la vittoria

Coach Massimo Di Gregorio ha a disposizione tutti gli elementi della prima squadra

La 6a di ritorno vedrà entrambe le battistrada giocare domenica in trasferta. La capolista Porto Empedocle, infatti, sarà di scena ad Adrano, mentre la Nova Virtus renderà visita al Gravina (ore 19.15, arbitri Centorrino e Sciliberto di Messina).

Sia gli empedoclini che i virtussini godono, anche in questo turno, del secco favore del pronostico, anche se forse a rischiare qualcosa in più è proprio la leader agrigentina, visto che Adrano, dopo l’innesto di Sortino e Saccà, ha incrementato la forza del proprio organico e collezionato, non a caso, ottimi risultati. Molto dipenderà, in primis, dalla disponibilità del play adranita Sortino (spesso assente per impegni professionali), ma soprattutto dall’approccio alla gara dei ragazzi di Fillesi che vantano, comunque, un potenziale sicuramente superiore.

La Nova Virtus, invece, renderà visita ad una delle squadre più giovani, ma anche più talentuose del girone. Lo Sport Club Gravina di coach Giuseppe Guadalupi, infatti, presenta un roster di... minorenni che però giocano un’ottima pallacanestro, in grado di mettere in difficoltà, per aggressività ed intensità, qualsiasi avversario. E’ ovvio che il gap fisico, tecnico ed anche atletico è abissale e che, quindi, la Nova Virtus, giocando con umiltà e concentrazione, non dovrebbe avere problemi di sorta.

Il tecnico ibleo Massimo Di Gregorio (che dovrebbe poter disporre di tutti gli effettivi a parte ancora Enrico Distefano), però, tiene sulle spine i suoi allievi che in qualche occasione di troppo hanno accusato cali di tensione e cenni di eccessivo nervosismo (non ultimo, in occasione del match casalingo con l’Aretusa). Mammana e compagni, però, assicurano che la gara con il massimo impegno, con l’obiettivo di partire forte e di spegnere sin dall’avvio ogni velleità degli etnei.