Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1180
MODICA - 22/01/2010
Sport - Modica: l’assessore Scarso incontrerà il presidente Radenza

La giunta comunale in soccorso del Modica calcio

Entro due mesi si attendono risposte concrete
Foto CorrierediRagusa.it

Enzo Scarso (nella foto) si assolve, conferma il suo impegno e dice « Non ho voltato le spalle allo sport e tanto meno al Modica Calcio». L’assessore non ci sta a passare per chi è lontano dai problemi del mondo dello sport e soprattutto dalle sorti presenti e future del Modica calcio.

Anzi in merito alle voci ed ai progetti di un’eventuale trasferimento del titolo l’assessore lancia la sua proposta «C’è qualche uccello del malaugurio che auspica questa soluzione ma vedo bene invece, e mi farò parte attiva, perché quello che è stato fatto per la fondazione del teatro Garibaldi e la stagione degli spettacoli, venga riproposto; amministratori, privati e semplici cittadini potranno contribuire alle sorti della società sottoscrivendo delle quote». A questo proposito l’assessore allo sport ha convocato per mercoledì prossimo una riunione a palazzo S. Domenico per parlare del futuro del Modica Calcio con i vertici societari.

Scarso inoltre rileva le somme che palazzo S. Domenico ha investito per il calcio a cominciare dall’adeguamento del polisportivo della Caitina per assicurare le condizioni di sicurezza, 30mila euro, altri 70mila per la ristrutturazione del Vincenzo Barone, 25mila euro per la manutenzione ordinaria del manto erboso del Caitina.

«Lo abbiamo fatto sollevando il Modica Calcio da quest’onere, non mi pare che questo significhi voltare le spalle a qualcuno. Sappiamo che il polisportivo non è l’ideale e che manca di tante cose ma è nostra intenzione, non appena saremo in grado di accedere ad un mutuo, di finanziare il rifacimento del manto erboso in sintetico, di dotare l’impianto di tribuna stampa e migliorare complessivamente la struttura. Non lo possiamo fare ancora e non l’abbiamo potuto fare perché come comune in stato di pre dissesto non abbiamo apertura di credito».

LA CRISI DEL MODICA CALCIO
La crisi finanziaria rischia di cancellare con un colpo di spugna mezzo secolo di storia del Modica Calcio. La società rossoblu non se la sta passando affatto bene dal punto di vista economico, mentre la squadra, di converso, sta regalando soddisfazioni nel campionato di serie D. Ma ieri il presidente Riccardo Radenza il direttore generale Luigi Galazzo sono stati chiari: entro due mesi si attendono risposte concrete da enti pubblici e imprenditori per continuare a portare avanti il progetto.

In caso contrario, il Modica è pronto a fondersi con il Ragusa calcio, in modo da creare una super squadra comprensoriale di alto livello che inglobi magari anche Pozzallo, Scicli e Ispica, con l’ambizioso obiettivo di militare anche in un campionato professionistico come quello di C2. Ad aggravare la situazione, le condizioni censurabili delle polisportivo Caitina, che presenta un campo da gioco impraticabile e che non offre garanzie dal punto di vista logistico e strutturale.

Nel caso si procedesse con la creazione della squadra comprensoriale, è evidente che le partite casalinghe sarebbero così giocate a Ragusa, dove le condizioni dell’Aldo Campo sono abbastanza ottimali e lo stadio è degno di tal nome, almeno rispetto al Caitina. La città perderebbe dunque la sua squadra, dopo 50 anni vissuti intensamente. «Noi abbiamo intenzione di non mollare e portare avanti il progetto avviato quattro anni fa – dice Radenza – quando prendemmo le redini del Modica, portandolo dall’eccellenza alla serie D, dove milita tutt’ora come unica squadra iblea. Ma non possiamo andare avanti così, accontentandoci solo della serie D, peraltro mantenuta quasi sempre sul filo di lana.

Se devo investire tempo e denaro – aggiunge Radenza – lo voglio fare con la certezza di raggiungere traguardi più ambiziosi, in primis il salto di categoria e una lunga permanenza tra i professionisti. Troppe volte abbiamo assistito a squadre che riescono a compiere il grande salto e che, dopo appena un anno di permanenza in C2 quasi incolore, scompaiono quasi del tutto dal panorama calcistico che conta, a causa della mancanza di fondi. Anche a Modica è successo nel passato recente e non solo.

Se il nostro progetto interessa ancora tutta la città – aggiunge il presidente – e se i colori rossoblu sono ancora sentiti, che enti pubblici, imprenditori e sponsor si facciano avanti, altrimenti non nascondo che la creazione della squadra comprensoriale possa costituire l’unica, valida alternativa ad un futuro altrimenti già segnato. Non abbiamo alcuna intenzione di cedere il titolo a nessuno – taglia corto Radenza – ma deve essere altrettanto chiaro che così non si può più andare avanti».

Radenza lamenta altresì una sempre più scarsa affluenza di pubblico al polisportivo Caitina, dovuta anche alle non ottimali condizioni logistiche e strutturali che caratterizzano la struttura. «Anche sotto questo aspetto – conclude Radenza – la scelta di andare a giocare le partite casalinghe della nuova squadra comprensoriale a Ragusa sarebbe obbligata». Il Caitina è stato fin troppo trascurato dall’amministrazione comunale, sotto l’aspetto della manutenzione ordinaria e per quanto riguarda il completamento delle tribune, l’adeguamento degli spogliatoi e il mantenimento del terreno di gioco, ridotto ai minimi termini.

CAVALLINO: "L´AMMINISTRAZIONE SI CONFRONTI CON LE SOCIETA´ SPORTIVE"
Società sportive professionistiche e amatoriali sempre più allo sbando. La crisi economica si fa sentire anche nello sport, dove i club della provincia iblea arrancano per poter continuare in un percorso sempre più difficile. A Modica in particolare la situazione rischia di precipitare, anche a causa del fallimento del progetto di affidare alle stesse società sportive la gestione degli impianti, con la conseguente scelta da parte della giunta di far pagare alle stesse società una tariffa oraria per poter fruire delle strutture.

Nel caso del Modica Calcio, che si allena e gioca al polisportivo Caitina, la tariffa oraria di utilizzo dell’impianto corrisponderebbe a 20 euro l’ora, per complessivi 950 euro al mese che si traducono in poco meno di 12mila euro all’anno. Un’autentica mazzata per una società già in difficoltà economiche e che anzi è alla ricerca di contributi, anche minimi, per poter sopravvivere. «Francamente non ci aspettavamo questo balzello dalla giunta – dichiara il presidente del Modica Calcio Riccardo Radenza – ma siamo anche pronti a pagare quanto dovuto, se il polisportiva Caitina sarà rimesso a nuovo e se arriveranno anche dei contributi».

La tariffa oraria per l’utilizzo degli impianti sportivi da parte delle società fu pensata già dalla precedente amministrazione nel 2007 con l’emanazione di un’apposita delibera, quando l’allora assessore allo sport e attuale consigliere comunale del Pdl Tato Cavallino incontrò le società per un primo confronto. Poi non se ne fece più nulla, ma oggi l’attuale amministrazione ha rispolverato quella iniziativa, senza confrontarsi preventivamente con le società e con il presidente della consulta dello sport Salvatore Migliore.

Un atteggiamento censurato dallo stesso Cavallino, che, difendendo nel merito la scelta da lui stesso adottata delle tariffe orarie per fruire degli impianti sportivi, ne contesta però la forma. "La giunta Buscema - dichiara Cavallino - deve confrontarsi con le società sportive e dialogare in maniera chiara, affrontando le questioni della tariffa oraria e delle condizioni penose degli impianti sportivi".