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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 487
MODICA - 15/10/2015
Sport - Il convegno "Lo sport come strumento di integrazione", tenutosi all’auditorium Pietro Floridia

Pancalli: "Italia paese rincoglionito, per noi comprensione"

"Non si dà risalto alle imprese quotidiane che lo sport disabile offre, ma sbatte in prima pagina me che non vengo caricato su un taxi" Foto Corrierediragusa.it

Luca Pancalli (nella foto: a sin. con il presidente Giorgio Scarso) non ha avuto peli sulla lingua. Ha parlato con il cuore in mano ai giovani, agli atleti e agli amministratori presenti al convegno "Lo sport come strumento di integrazione", tenutosi all´auditorium Pietro Floridia. Il convegno ha chiuso il mese di permanenza a Modica delle nazionali di scherma, tra cui la paralimpica, per il collegiale di preparazione ai futuri impegni agonistici.

Luca Pancalli, presidente del Comitato paraolimpico, ha parlato di disabilità e ha chiesto comprensione non compassione per chi si cimenta nello sport in genere: "L´Italia è un Paese rincoglionito che non dà risalto alle imprese quotidiane che lo sport disabile offre, ma sbatte in prima pagina me che non vengo caricato su un taxi. Purtroppo ci ritroviamo da trent’anni a combattere le stesse battaglie che non riguardano solo la realtà sportiva paralimpica italiana che invece fa passi da gigante: basta guardare al medagliere paralimpico che - ha sottolineato Pancalli - nel 2008 ci vedeva al 32mo posto, nel 2012 al 13mo e nelle proiezioni per Rio 2016 ci attestiamo al 10mo posto, buono, ma migliorabile. Lo sport è uno strumento di integrazione è vero ma solo se si capisce che noi, con i nostri gesti sportivi sollecitiamo comprensione non compassione. Quando assistiamo ad una competizione in cui sono in gara atleti disabili dobbiamo guardare l’aspetto sportivo e le emozioni che le loro performance ci trasmettono. Questo, per fortuna, sta diventando sempre più frequente, sempre più «normale». Questo tipo di atteggiamento serve anche a migliorare un Paese dove la disabilità è ancora vista come emarginazione. Basta con la compassione, ben venga, invece, la comprensione: bisogna «comprendere» che questi ragazzi, pieni di entusiasmo e di valori positivi, trasmettono le stesse emozioni di Valentina Vezzali, tanto per fare un nome».

Guidati da alcuni video che hanno fatto rivivere le emozioni dei Giochi Paralimpici di Londra2012 e dei recenti successi della scherma paralimpica azzurra, si sono susseguiti gli interventi, tra cui quello del Direttore editoriale di Sky Sport, Giovanni Bruno: «Le Paralimpiadi di Londra 2012 hanno rappresentato un grande esempio di civiltà perché - ha detto il giornalista - gli spettatori sono stati gli stessi che hanno assistito alle Olimpiadi. Questo è un grande segnale di educazione, di cultura e di civiltà. Ed è questa cultura che guida anche il giornalista sportivo. Commentare una gara di Bebe Vio (campionessa mondiale di fioretto individuale paralimpico in carica) è come commentare una gara di Elisa De Francisca. E’ normale perché deve essere normale. Le emozioni che trasmettiamo non hanno bisogno di «coperte» sulle carrozzine».

Il presidente federale, Giorgio Scarso, ha evidenziato il lavoro fatto per favorire e attuare l’integrazione nella Federazione della Paralimpica ed ha auspicato una sempre maggiore sensibilizzazione del tessuto sociale a fenomeni sportivi che sono indice, innanzitutto, di civiltà. "La scherma italiana - ha detto Scarso - da quando ha accolto l´attività paralimpica ne ha avuto solo benefici, sia in termini sportivi che di crescita dell´intero movimento. E´ una strada che percorriamo insieme con il Comitato Italiano Paralimpico. Non è semplice superare alcuni ostacoli, ma qui oggi abbiamo abbattuto alcune barriere. Anche questo significa sport e soprattutto anche questa è una vittoria".