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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1067
MODICA - 20/12/2012
Sport - Il presidente della Fis si è rivolto alle forze imprenditoriali ed istituzionali della città

La Scherma Modica rischia di scomparire. Appello di Scarso

Una società che vanta una medaglia olimpica ed un movimento di base tra i più fiorenti d’Italia oltre a 28 anni di storia
Foto CorrierediRagusa.it

La Scherma Modica rischia di chiudere ed il presidente della Fis, Giorgio Scarso (nella foto), corre al suo capezzale. Colui che 28 anni fa diede il via al primo nucleo del club schermistico in città, lo ha nutrito ed allevato sfornando campioni in serie fino all’ultima «perla» di Giorgio Avola, ha lanciato un grido di allarme alla città, alle istituzioni, alle famiglie, agli stessi atleti. Giorgio Scarso, nonostante ricopra oggi la massima carica della scherma nazionale e sia il vice presidente della Scherma mondiale, si sente sempre vicino alla sua «creatura» e si è sentito in dovere di scendere in campo.

Dice Giorgio Scarso: «Attenzione a non fare morire questa realtà. Ci vuole molto poco perché siamo in grandi difficoltà economiche. Non abbiamo più contributi da parte del comune, della provincia e della Regione, e dobbiamo sostentarci con le nostre forze. Queste sono rappresentate dalle famiglie, ma le quote di iscrizioni sono davvero minime. Ci è rimasto un unico sponsor, quello storico, ma ciò non basta. Credo che tutte le forze vive della città, economiche, imprenditoriali, commerciali, debbano fare sentire la loro voce, starci vicino perché di questo abbiamo bisogno. La Scherma Modica è una realtà che va al di là dei confini regionali e direi anche nazionali. Porta in giro per il mondo non solo il nome della città ma una cultura, un modo d’essere e l’oro di Giorgio avola ha contribuito ad affermare Modica nel mondo. Tutto questo tuttavia non basta perché la società deve andare avanti e far fronte ai tanti impegni».

Giorgio Scarso lo dice tra le righe ma i due maestri della società modicana, Eugenio Migliore e Giancarlo Puglisi, hanno avuto offerte molto allettanti per guidare alcune nazionali straniere. Il loro abbandono significherebbe chiudere un’esperienza e Giorgio Scarso ha messo tutti in guardia. Le famiglie innanzitutto, da sempre trainanti e coinvolte nel progetto. Anche a loro Scarso ha chiesto sacrifici ed impegno. C’è da risolvere anche il nodo del Palascherma di Modica Alta che impegna risorse ed uomini per la conduzione quotidiana. «Una realtà – ha detto Giorgio Scarso – che non esiste in nessun’altra parte d’Italia ma che deve essere mantenuto per svolgere la sua funzione».