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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 792
MODICA - 07/07/2012
Sport - Calcio: l’ex presidente ha annunciato di voler rimanere ancora un anno alla guida della società

Barravecchia si riprende il Vittoria, torna Campanella

L’ex tecnico guiderà i biancorossi. Il sindaco Giuseppe Nicosia: "Il Vittoria non si vende, non consentirò questo misfatto"

La rivoluzione di luglio in casa Vittoria riparte da Salvatore Barravecchia. Quasi una notizia se si pensa che nei giorni scorsi era stata persino paventata l’ipotesi di cessione definitiva del titolo. Alla fine, dunque, «dietrofront» da parte dello stesso ex presidente che riannuncia a sorpresa di rimanere ancora un anno al timone della società. Un dovere morale, più che altro, maturato dopo le ultime note vicende che stavano per costringere il calcio vittoriese a chiudere baracca.

In primis, l’indifferenza globale di privati locali all’acquisto del club (è la prima volta che accade!) secondo, la mancata partecipazione da parte del Comune al rilevamento della società («non abbiamo all’interno della nostra Amministrazione soggetti idonei a guidare in questo periodo le sorti della squadra») e infine la batosta arrivata dal pignoramento dell’unica parte di contributo comunale (15mila euro) avviata dalla ditta privata di produzione di materiale sportivo Sicil Coppe (che vantava cospicui crediti).

"Ma non permetterò comunque – ribatte ugualmente Salvatore Barravecchia dopo un paio di giorni vissuti tra tentennamenti – che a Vittoria il calcio sparisca".

In realtà, nei giorni scorsi, anche lo stesso sindaco Giuseppe Nicosia era ritornato sulla questione dichiarando: "Il Vittoria non si vende – dopo aver compreso la notizia di almeno 3 società pronte a rilevare e portare via il titolo da Vittoria – per nessun motivo. Non esistono vendite di titoli sportivi e non consentiremo un misfatto del genere. Il Comune ha fatto la sua parte , ma la cifra deliberata in favore della società è stata pignorata per evidenti debiti della società stessa. A questo punto quello che può fare il Comune è invitare alla chiarezza societaria, alla verifica dei debiti e dei crediti e, soprattutto, ad un risanamento della società e a ripartire con lena per il prossimo campionato; ma non esiste la vendita del titolo. O si ha la dignità e il piacere di chiudere in bellezza con la donazione della società a chi ne ha interesse a coltivarla, tramite ripianamento anche dei debiti, oppure si pensi a rifondare ed a rinnovare per l’anno prossimo".

Belle parole ma altrettanto difficili da praticare in via reale. Prima di tutto per la questione dei debiti, che a quanto pare sembrano ammontarne di nuovi ogni giorno, e senza nulla togliere al fatto che nessuno, anche a titolo gratuito, è stato disposto a farsi carico della società.