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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 773
MODICA - 16/07/2011
Sport - La squadra rischia di scomparire dalla scena calcistica

L´appello disperato del sindaco per salvare il Modica Calcio

Ma gli imprenditori rispondono con il silenzio

L’appello del sindaco è quasi ultimativo, qualcuno potrebbe dire disperato. Il futuro del Modica Calcio è appeso ad un filo ed il primo cittadino si è sentito in dovere di lanciare un appello accorato a tutta la città ed in particolare alla sua classe imprenditoriale. La città non risponde, non è interessata, non riesce ad entusiasmarsi per la propria squadra di calcio; il sindaco ne ha dovuto prendere atto e nonostante tutto si è sentito in dovere di lanciare l’appello. Il no di Angelo Fargione a prendere in mano le sorti del Modica Calcio ha fatto toccare con mano tutte le difficoltà di andare avanti. L’iscrizione al campionato di Eccellenza è slitta al 22 ed il versamento è da perfezionare entro il 3 agosto ma la situazione resta difficile. Dice Antonello Buscema: « Ho fatto sinora tutto quanto era nelle possibilità e anche oltre, ma siamo vicini al momento in cui dovremo amaramente prendere atto che questi sforzi sono stati vani di fronte ad un vero e proprio muro di indifferenza che ha alzato il mondo dell’imprenditoria modicana.

Io personalmente come Sindaco, e l’Amministrazione nel suo complesso, abbiamo accettato tutte le condizioni che sono state poste perché questi o altri imprenditori si convincessero a proseguire la storia del Modica Calcio. Mi è stato chiesto di accettare io stesso l’incarico di Presidente onorario della società, come ruolo di garanzia, e ho accettato. È stato chiesto un contributo economico al Comune e, pur con le note difficoltà, abbiamo garantito un impegno di 50 mila euro per la manutenzione del campo sportivo. Abbiamo pure garantito di cercare una adeguata consulenza per la gestione burocratica del passaggio della società e poi della società stessa dal punto di vista finanziario. Ma nonostante tutto questo, fino agli ultimi incontri che io e l’Assessore Spadaro abbiamo avuto tutti si sono tirati indietro.

Ora davvero non c’è più tempo per pensare di poter indugiare ancora in una fase interlocutoria che non ci sta portando da nessuna parte: tutti conoscono la situazione e sanno bene cosa c’è bisogno di fare per risolverla».

Serve dunque buona volontà e soprattutto fatti, senza pregiudiziali, senza sotterfugi. Non ci sono alternative, il tempo stringe ed il sindaco mette tutti davanti alle proprie responsabilità.

«Se nessuno dovesse farsi vivo, non ci resterà che dover prendere atto che gli imprenditori di questa città, che da sempre vantano un primato di sensibilità e di disponibilità, che ad onor del vero hanno sinora sempre dimostrato, hanno ora stabilito che il calcio non è di loro interesse e che questa società, pur appartenendo alla storia e al patrimonio culturale e sociale di questa città, non merita nemmeno il loro impegno minimo per poter sopravvivere«.