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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 568
MODICA - 06/06/2011
Sport - Calcio, serie D: il presidente ha confermato al sindaco che cederà la squadra per un euro

Riccardo Radenza consegna il Modica al sindaco Buscema

All’amministrazione il compito di sondare le possibilità di un cambio al vertice della società rossoblù
Foto CorrierediRagusa.it

Riccardo Radenza non ha perso tempo. Ieri è stato a palazzo S. Domenico per comunicare ufficialmente al sindaco, Antonello Buscema, ed all’assessore allo sport, Giovanni Spadaro, (nella foto un momento dell´incontro) la sua decisione di rassegnare le dimissioni da presidente del Modica Calcio. Decisione irreversibile, ha detto il presidente, confermando anche quanto aveva già annunziato in sede di conferenza stampa.

Riccardo Radenza non pretende niente per la cessione della società ed è disponibile a cederla per la somma nominale di un euro. Radenza ha anche chiarito al sindaco ed all’assessore che incombono due scadenze ben precise in calendario; la prima è la richiesta di ammissione in serie D per la quale le pratiche devono subito essere avviate per non arrivare in ritardo rispetto alla cadenza di metà giugno e la seconda è l’iscrizione al campionato di Eccellenza per la quale serve peraltro il versamento della quota. Due impegni cui Riccardo Radenza non intende far fronte avendo già maturato la decisione di tirarsi fuori in modo definitivo dalla società.

Dice Radenza: « Non intendo far parte a nessun titolo della prossima società che si costituirà ma sono a disposizione per offrire la mia piena e disinteressata collaborazione mettendo a disposizione il mio patrimonio di conoscenze e di rapporti maturati in questi anni vissuti nel mondo del calcio». Antonello Buscema non ha potuto che prendere atto di quanto comunicatogli e si è impegnato a fare un giro d’orizzonte per capire se ci sono le possibilità in città ch qualcuno subentri alla guida della società. Al momento non si muove nulla all’orizzonte ed anzi quanto successo lo scorso anno, quando Radenza venne lasciato solo, induce ad un certo pessimismo. D anni ormai la città non risponde alle sollecitazioni offerte dal calcio e questo è testimoniato dalle scarse presenze sugli spalti del polisportivo della Caitina e dall’altro dalla scarsa o nulla collaborazione offerta a chi si è avvicendato alla guida del Modica Calcio, da Antonio Aurnia allo stesso Radenza.

La conferenza stampa del presidente
«La mia avventura è finita, si faccia sotto chi vuole». Riccardo Radenza alza bandiera bianca e conclude la sua esperienza come presidente del Modica Calcio. Radenza ha ripetuto queste parole nel corso degli ultimi tre anni ma questa volta non sembrano esserci più margini di manovra. La retrocessione in Eccellenza, le difficoltà economiche, il disinteresse della città, hanno indotto Riccardo Radenza a mollare dopo cinque anni, uno da vicepresidente al fianco di Antonio Aurnia e quattro al timone della società rossoblù.

"Cederò la società – dice il presidente - per la somma simbolica di un euro- Non voglio soldi ma ci tengo che resti in città e non cambi sede. Mi incontrerò a breve con il sindaco e gli comunicherò le mie decisioni. Trovino chi vuole continuare questa avventura perchè la mia è finita».
Riccardo Radenza non provvederà neppure a presentare la domanda di ammissione in serie D perché ritiene ormai esaurito il suo ruolo e dice: «Credo che il Modica abbia tutti i parametri per aspirare alla ammissione in categoria superiore; posizione in classifica, bacino di utenza, posizione in classifica negli ultimi campionati.

Ma ci vuole qualcuno che ci pensi ed assuma l’iniziativa». La conferenza stampa convocata dal presidente ha ufficializzato dunque quello che era nell’aria sin dal pomeriggio della sconfitta con il Marsala anche se il presidente non ritiene che il campionato appena concluso non è stato fallimentare. «Abbiamo valorizzato tanti giovani e molti giocatori, a cominciare da Villa e Cerfoglia, hanno un ottimo mercato; abbiamo mantenuto per tre anni la squadra in serie D. E’ stato un campionato dignitoso, ho fatto degli errori e me ne assumo le responsabilità, ma chiudiamo con onore. Sono stato lasciato solo e di più non potevo fare. Sarebbe bastato avere una panchina più «lunga» ed attrezzata per evitare la retrocessione. Fino alla fine abbiamo avuto molti infortunati ma non abbiamo avuto i ricambi giusti ed abbiamo pagato a caro prezzo».

La disamina di Riccardo Radenza parte dall’inizio della stagione ed è un atto di accusa anche contro la città: «Gli impegni assunti da imprenditori, consorzi, associazioni non sono stati rispettati. Non ho visto nessuno, niente sponsor, a parte i fratelli Cataldi, niente contributi, si sono tirati tutti indietro. L’amministrazione non ha risposto ed attendo ancora di firmare la convenzione per la gestione del polisportivo pronta da due anni. Nonostante tutto ho rifiutato offerte importanti lo scorso anno, mi sono sacrificato, ma dico basta e grazie a tutti».