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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1009
MODICA - 30/05/2011
Sport - Calcio, serie D: la sconfitta ai play out contro il Marsala condanna i rossoblù

Disastro Modica, dopo la retrocessione futuro nerissimo

Il presidente Riccardo Radenza, lasciato solo dalla città, prenda atto della fallimentare gestione
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo tre anni il Modica torna in Eccellenza ma il futuro fa più paura della retrocessione. E’ stato un disastro su tutti i fronti e l’esito dei play out ha sancito una situazione societaria deficitaria. Sul piano tecnico i rossoblù hanno sprecato ben due match ball; la prima in casa quando sul 2-0 hanno subito il gol che poi si è rivelato decisivo ai fini dell’esito finale.

Nel ritorno è andata ancora peggio perché dopo essere andati in vantaggio con Villa, al suo 15mo gol stagionale, i rossoblù hanno subito il ritorno ospite cedendo per ben due volte pur se le condizioni della gara erano ottimali; campo neutro e niente pubblico, subito in vantaggio. La squadra ha dimostrato di non avere personalità, di essere troppo acerba per gestire situazioni di gioco delicate e soprattutto sostenere la pressione che una partita decisiva poteva generare. Proprio la struttura della squadra è venuta meno e la società paga a caro prezzo le scelte operate sin dall’inizio dell’anno.

La scommessa del presidente Riccardo Radenza (nella foto) non ha pagato; le scelte di mercato con giovani di belle speranze, l’ennesima correzione di rotta a metà campionato stavolta non hanno prodotto risultati. Radenza c’era riuscito due volte con Pippo Romano ma la squadra dell’anno scorso e di due anni fa aveva ben altra consistenza. Peppe Dima non poteva fare altro, ha cercato di tirare il meglio dall’organico a disposizione tra un infortunio ed un altro ma non c’è riuscito. Riccardo Radenza è stato lasciato solo all’inizio dell’anno ed ha subito detto che non avrebbe continuato se non avesse avuto alcun sostegno. Cosa che si è puntualmente verificata perché la città non ha risposto nonostante tutte le promesse.

A quel punto Radenza ha deciso di andare avanti a modo suo e lì è stato il suo peccato originale. Si è illuso di farcela ed ha illuso tifosi e sportivi anche se non aveva né risorse sufficienti né probabilmente quell’entusiasmo necessario per affrontare una vera e propria avventura. Radenza ha trascinato così la squadra in Eccellenza ed è ora additato come il colpevole unico del fallimento. Il Modica affonda per il peccato di presunzione del suo presidente ma anche per il disinteresse della città, una media di 500 spettatori sugli spalti del polisportivo, della sua classe imprenditoriale che non ha contribuito a dare una mano, seppur minima, all’amministrazione che non ha mai risolto quell’incubo vero e proprio rappresentato dalla struttura e dal terreno di gioco. Dopo Radenza c’è ora il baratro ed il futuro è più nero che mai. Difficile risalire e bisogna anzi stare attenti a non affondare ancora di più.