Di martedì sera non ci si poteva aspettare di più, neanche se sul palco del «Colonna» va in scena una delle piece più belle e d’alto livello della stagione teatrale organizzata dall’assessore Luciano D’Amico. Di certo, la formidabile coppia di mattatori Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani avrebbe meritato un teatro gremito in ogni ordine di posti.
Invece, a godere della frizzante e brillante opera di Stefano Massini, portata in scena dal regista Sergio Fantoni, sono stati in pochi. Peggio per gli assenti, che hanno sempre torto. Denis Diderot, Jean Jacques Rousseau e Francois Voltaire, ovvero la Filosofia con la F maiuscola dell’Illuminismo del ‘700, in un triangolo arguto e satirico che mette in risalto, fra l’altro, l’antagonismo costante fra intellettuali di tale levatura.
Un trio, superbamente interpretato da Vittorio Viviani, completamente nelle mani di Augustine (Ottavia Piccolo), la vulcanica camiera –attrice, che su commissione di Diderot si trasforma in una sorta di «007» d’alto bordo per scoprire cosa contiene «Candido», il libro che Voltaire sta dando alle stampe e con il quale preannuncia di volere mettere alla berlina tutti potenti della terra, i valori e gli stessi colleghi.
«Peccato che non ci sia stato il pienone- dice l’assessore Luciano D’Amico- di sabato sarebbe stato diverso. Ma la commedia è stata bellissima». Soddisfatta anche la l’attrice bolzanese e protagonista, che in mattinata ha fatto shopping in via Cavour. «Spero di tornare in questo meraviglioso teatro l’anno prossimo con «Donna non rieducabile» un lavoro che ho già portato in scena su Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata a Mosca, per la regia di Stefano Massini».
(nella foto sopra una scena della commedia)