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VITTORIA - 29/06/2015
Spettacoli - L’anima «spiritual» di Cafiso infiamma l’estro latino del Volcàn Quartet

Vittoria Jazz festival col botto: "Esperienza esaltante"

Grosso successo di pubblico per questa ottava edizione Foto Corrierediragusa.it

E´ calato il sipario sul "Vittoria Jazz Festival" edizione 2015 ma non prima che l’anima «spiritual» di Francesco Cafiso infiammasse l’estro latino del Volcàn Quartet, mandando letteralmente in visibilio il pubblico. Strepitoso «ormeggio» per la rassegna jazzistica vittoriese che, per tutto l’arco delle sue quattro settimane, ha navigato lungo il «corso» della migliore storia contemporanea del jazz. Una felicissima e, quasi «mistica» coincidenza, che ha fatto sì che l’edizione 2015 diventasse da primato, per la presenza costante e continua di mostri sacri del jazz e che, aleggiando come aurea benefica sul festival, ha messo insieme due grandissimi, Gonzalo Rubalcaba e Francesco Cafiso. Mentre Cafiso con la sua band e con lo «special guest» Francesco Buzzurro affascina una gremita Piazza Henriquez con «La Banda», il suo ultimo lavoro discografico, dietro le quinte del palco ci sono ancora i Volcàn, protagonisti del concerto di sabato sera, che ascoltano entusiasti e rapiti Cafiso e i suoi compagni di viaggio, fino a quando accade qualcosa di straordinario: l’evento nell’evento. I Volcàn fanno invasione di campo, salgono sul palco e si impadroniscono di strumenti e degli stessi «artisti». E suonano insieme Cafiso, Rubalcaba, Buzzurro. Le loro band si confondono, si mescolano, si cercano. Giovanni Hidalgo passa dalla percussioni alla batteria, le mani di Mauro Schiavone si ritrovano accanto quelle di Gonzalo Rubalcaba e Francesco Cafiso gongola, suona ed è felice. È felice di suonare nella sua città, per la sua Sicilia che ricorre sempre e continuamente nelle «vene» del suo progetto musicale.

«Per tre anni - dice Cafiso al pubblico - ho cercato, mi sono messo in cammino, prima dentro me stesso e poi dentro la storia e le tradizioni del jazz». Un jazz, soprattutto, siciliano. Bagnato dalle «lacrime» della sua terra. Di quegli emigranti-musicisti che partivano con la valigia di cartone e addosso come una seconda pelle con il loro strumento a fiato. Suonatori della band del paese, accompagnandone musicalmente tutti i momenti di vita sociale e privata. E la serata di chiusura dell’ottava edizione del Vittoria Jazz Festival sarà segnata anche dal «piacere» della scoperta. È l’assessore alla cultura della città, Gaetano Bonetta, sul palco per i saluti istituzionali ad apertura di serata insieme al patron del festival, Emanuele Garrasi e al sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, a rivelare al pubblico che la prima jazz band siciliana è stata vittoriese. «A metterla su è stato Lello Di Geronimo», spiega l’assessore vittoriese che mostra sul grande schermo allestito in piazza la foto della band.

«La mia città merita anche questa scoperta», sottolinea il patron del festival Emanuele Garrasi, tributando al pubblico del festival un particolarissimo ringraziamento per avere fatto sì che l’ottava edizione strepitosa di suo, diventasse straordinaria per «le emozioni condivise». E il tributo totale e «commovente» del pubblico a Cafiso e al suo festival arrivano con la standing ovation finale, quando il direttore artistico concede l’ennesimo bis. Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia ha definito questa ultima edizione della kermesse "Una esperienza esaltante".