Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1257
VITTORIA - 24/06/2013
Spettacoli - Chiusa la sesta edizione della prestigiosa rassegna musicale

Jazz, Bollani e Cafiso chiudono col «botto»

Standin ovation per il trio jazzistico di caratura mondiale formato dal pianista italiano, il batterista Morten Lund e Jesper Bodilsen al contrabbasso
Foto CorrierediRagusa.it

Piazza Herinquez, nel cuore pulsante del centro storico della città, così gremita di gente non lo era stata neanche nel giorno della sua inaugurazione. Almeno 3 mila persone, seduti, in piedi, ai lati, sopra il marciapiede, da via Bixio a via Cavour. Per ascoltare uno dei trio più importanti della scena jazzistica mondiale, il Danish Trio del pianista Stefano Bollani con Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria. Un’esplosione di festa, questa sesta edizione che si è conclusa domenica scorsa, che Emanule Garrasi, Francesco Cafiso, Giuseppe Nicosia e Luciano D’Amico ricorderanno come la più ricca in termini di presenze e partecipazione di pubblico giunto persino dalla provincia di Messina.

I tre musicisti con la loro straordinaria bravura hanno regalato al pubblico entusiasta momenti di indiscutibile livello musicale. Mattatore della serata, Stefano Bollani, artista, istrione, showman divertente e simpatico, che con le sua performance ha catturato i presenti strappando applausi in continuazione. Davvero incontenibile l’artista, in bilico sullo sgabello o in piedi o a battere il tempo con lo sportello del pianoforte.

Incontenibile anche Lund che ha finito per suonare le transenne del bordo palco con le sue bacchette. Esaltante Francesco Cafiso, scalpitante sotto il palco che si è lasciato sfuggire un «ho troppa voglia di suonare» che è sfociato nell’emozionante e straripante interpretazione della sua «16 min di felicità» con Stefano e i due sbalorditivi danesi.

Allo stesso tempo non è mancato il divertimento, merito questo dei dieci anni di affiatamento dei tre che sul palco, è evidente, si divertono e si intuiscono al volo. Sono state tre richieste di bis per tre ritorni in scena. Una standing ovation prima dell’apparizione conclusiva. Poi le luci della piazza si sono accese e il sipario sulla sesta edizione del Vittoria Jazz Festival è calato definitivamente. Appuntamento alla prossima edizione. «Arrivederci- dice Emanuele Garrasi strafelice per il risultato ottenuto- per il prossimo anno spero di fare arrivare spettatori da fuori direttamente in aereo grazie all’aeroporto di Comiso».