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RAGUSA - 20/06/2009
Spettacoli - Milano: 30 anni dopo l’esordio, il gruppo britannico fa vibrare ancora emozioni

I Depeche Mode in Italia entusiasmano ancora

La spettacolare band manda in visibilio 60 mila persone a san Siro. Fra queste anche la nostra inviata Foto Corrierediragusa.it

Sono passati 30 anni dal loro primo esordio, ma i Depeche Mode (nella foto) sono ancora quelli di un tempo, capaci di mandare in delirio un intero stadio come è accaduto a Milano. 60 mila persone per 120 minuti di musica, con 13 nuove canzoni tratte dal nuovo album: «Sounds of the universe». Un evento.

Nonostante il delicato intervento chirurgico cui si è sottoposto il frontman della band Dave Gahan, che ha lasciato il pubblico in sospeso per un po’ di giorni, alla fine la band ha regalato ai suoi fans un concerto spettacolare, che ha visto un mix di suoni elettronici, dark e vintage e una scenografia mozzafiato. Concerto anticipato rispetto all’ora fissata e chiusura alle 23.30 imposta tassativamente da Palazzo Marino, che però non ha fermato i tre grandi della storia musicale elettronica internazionale.

Le luci si abbassano prima del previsto e un suono quasi distorto aleggia in tutto lo stadio, è «in chains» la prima canzone che apre il sipario, seguono «Wrong» e «Hole to feed», lo stesso trittico con cui inizia «Sound of the universe», il diciottesimo album del gruppo uscito ad Aprile. Lo stadio si riscalda, Dave e i suoi decidono di fermare la macchina nel tempo, percorrendo un viaggio a ritroso nei successi più importanti della band.

Si comincia con le note di «Walking in my shoes», prima canzone che apre le danze ad una serie di brani storici dei Depeche Mode, come «I feel you» o «It’s no good». Prima di scatenarsi completamente, i fan vengono «sedati» dalle dolci note di «home» cantata da Martin Lee Gore, leader e mente pensante del gruppo, la sua è una vera anima dark, che pizzicando le note della sua chitarra riesce ad esprimere tutto se stesso.

Poco prima del bis viene regalata ai 60 mila di san Siro una magnifica performance di «Enjoy the silence», cantata quasi per intero dalla folla completamente in estasi, il sound è allungato all’esperienza dei componenti dei depeche mode che aggiungano effetti speciali, giochi di tastiere e di batteria, per poi finire in bellezza con un’incalzante « Personal Jesus», pezzo memorabile, ed icona della musica elettronica.