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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 12:44 - Lettori online 803
RAGUSA - 07/03/2017
Spettacoli - L’idea di Turi Occhipinti e Gaetano Scolloconsegnata alla giovane regista Claudia Puglisi

Eternity, dramma amianto è di scena a Ragusa

La piece teatrale prende le mosse dalla storica sentenza Eternit. In scena al "Donnafugata" di Ibla Foto Corrierediragusa.it

Un successo di critica e di pubblico notevole quello riservato a Eternity, l’opera teatrale proposta, nel 2012, da alcune associazioni per sensibilizzare sulla delicata questione dell’amianto. Nel 2011 era stato realizzato il cortometraggio ‘Lamiantu’, una prima sfida artistica per sostenere la battaglia contro il killer silenzioso, per molti lavoratori e per molti cittadini, che si chiama amianto. L’idea di Turi Occhipinti e Gaetano Scollo, di Esposti Amianto Sicilia consegnata al giovane talento di Claudia Puglisi, regista e drammaturga , fu portata in scena dalla «Compagnia Prese fuoco» suscitò molto interesse per un tema molto sentito nella società.
Una vicenda quasi surreale, nella quale molti sono stati inconsapevolmente coinvolti, dal sapore dei veleni medievali, che ricorda le storie narrate sugli untori che portavano la peste contagiando intere città. L’intento di Turi Occhipinti e Gaetano Scollo fu quello di partire dall’estremo lembo della penisola per una primavera civica e di riscatto sociale su un argomento di estrema gravità. L’occasione fu data dalla storica sentenza Eternit che aveva condannato per disastro doloso e omissione dolosa i due manager Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne.

Domina la scena l’angelo della morte che giudica Louis De Cartier, uno dei due imputati dichiarati colpevoli nel processo Eternit, che si rifiuta di pagare le provvisionali stabilite dal Tribunale di Torino in favore delle parti civili. E lo condanna. Senza appello. Una scena ieratica, ancestrale, quasi a volere sottolineare che in un luogo sacro come il teatro si riesce a punire il carnefice al contrario di quanto non è stato possibile fare nelle aule di un Tribunale. Un forte impatto emotivo, un pugno allo stomaco. Un angelo della morte, imponente nella sua ineluttabile autorevolezza, interpretato da Silvia Scuderi che, bardata con due ali maestose, in oltre un’ora di spettacolo, con gesti e silenzi, riesce a comunicare più di mille parole.

Un duello non convenzionale tra De Cartier e l’essere soprannaturale, un confronto a tratti lirico e impietoso, in cui Scuderi riesce a rendere al meglio le movenze della propria espressività, lasciando a Louis De Cartier la possibilità di esternare, in un monologo articolato e mai banale, le proprie paure, i propri ripensamenti, le proprie determinazioni, quando si trova ormai alle prese con il giudizio divino. I morti per amianto, che hanno respirato la polvere killer, la stessa che procura tumori invincibili e che diventa il terzo protagonista sul palcoscenico per il continuo incedere degli effetti scenici, trovano così giustizia. E’ quest’ultima la parola che nessuno cita durante lo spettacolo teatrale ma che aleggia impietosa. Lo spettacolo sarà riproposto questo fine settimana al teatro Donnafugata di Ibla.