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RAGUSA - 12/09/2010
Spettacoli - Ragusa: una manifestazione internazionale che continua a mietere consensi

D’Angelo traccia il bilancio del Premio Ragusani nel mondo

Il direttore: «Il perché di un evento ibleo, unico nel suo genere, che continua a suscitare interesse e attenzione anche attraverso canali diplomatici»
Foto CorrierediRagusa.it

Dal direttore artistico del Premio Ragusani nel mondo, Sebastiano D’Angelo, riceviamo e pubblichiamo

La XVI edzione del Premio Ragusani nel Mondo ha confermato una piena maturità organizzativa e la validità delle premesse socio- culturali che la ispirano e ne costituiscono la ragion d’essere, ponendosi per dimensione e interesse fra i grandi eventi del territorio ibleo, sicuramente unico nel suo genere.
Ci siamo sempre posti come primario l’obiettivo di tradurre la valenza del premio in un momento di forte ed incisivo marketing del territorio, e vi è da credere che nei prossimi mesi notevole sarà l’impatto della manifestazione presso tutte le sedi e associazioni estere con le quali da tempo l’associazione ha intessuto una rete viva e vera di rapporti, anche attraverso i canali diplomatici.

Una rete che nel tempo ha sviluppato un sistema virtuoso di relazioni sul piano sociale e culturale con le comunità dei corregionali all’estero, e non di rado anche su quello degli scambi commerciali.
Il Premio ha acquisito una crescente credibilità maturata sul campo, in tante edizioni, che hanno proposto all’attenzione dell’opinione pubblica iblea una carrellata di personaggi eccezionali, veri, fieri della loro ragusanità, portatori di storie belle e positive, che per qualche giorno hanno riempito le cronache locali e regionali con i loro profili di vita.

Una credibilità che ha portato le istituzioni locali a dare il loro pieno appoggio all’evento, in simbiosi con una qualificata selezione di aziende private, che hanno creduto di investire in un evento percepito in termini di « qualità».

Una credibilità consolidata anche grazie all’affetto e all’attenzione dimostrata coralmente dai media, attenti a cogliere l’impegno profuso dagli organizzatori per regalare un evento che, come ha sottolineato il Vescovo Paolo Urso nel suo intervento conclusivo della lunga kermesse, si segnala in campo provinciale (ma non solo…) per la sua « diversità » rispetto ad altre analoghe iniziative.
La forza del Premio è stata quella di riunire ancora una volta il variegato mondo delle Istituzioni civili, religiose e politiche. Molto bello e significativo il richiamo nel corso della serata al presidente della Camera di Commercio Pippo Tumino, recentemente scomparso. Ci sono pochi eventi in Provincia che vedono i sindaci coralmente presenti, che sappiano suscitare il piacere di esserci, di partecipare, di sentirsi protagonisti in rappresentanza delle rispettive comunità. Basta solo questo a giustificare l’esistenza del Premio, e a sostenerne la continuità nel prossimo futuro.

Vale anche la pena di sottolineare che a determinare lo spessore e la grandezza dell’evento sono state professionalità iblee, con un contributo di genialità e entusiasmo, di passione e creatività.
La XVI Ed del Premio ha offerto in tal senso corali indicazioni, con la splendida sensibilità musicale del maestro Giuseppe Arezzo e della sua band, la monumentale scenografia di Gianni Portelli, l’idea grafica di Emanuele Cavarra e il suo esclusivo catalogo sull’evento, la geniale capacità di raccontare i grandi del passato espressa come sempre dal regista Gianni Battaglia con la memory movie sulla beata Maria Schinina’, le immagini del territorio tratte dall’immenso archivio del Centro Studi Helios di Ignazio Calogero, ma va anche dato pieno merito alla passione dimostrata dalle varie maestranze e collaboratori che hanno ruotato attorno all’evento, persone che si sono distinte per la voglia di «buttare il cuore oltre l’ostacolo», con una citazione particolare per i vari Gianluca Tela, Giovanni Noto, Giuseppe Lizzio e Marta La Terra.

Un discorso a parte lo meritano i conduttori della serata, Caterina Gurrieri e Salvo Falcone, che hanno dimostrato come non sia necessario ricorrere a professionalità celebrate del mondo dell’informazione televisiva per condurre con brio, stile, brillantezza uno spettacolo complesso e variegato come il Premio di quest’anno.

Un corale gradimento per un grande evento, come lo si può ben definire secondo la comune percezione di quanti lo hanno ammirato in piazza o davanti gli schermi televisivi (molto belle le riprese coordinate da Paolo Santoro), e che è frutto del lavoro di un team composto da persone «speciali «. E mai come quest’anno quanti vi hanno fatto parte sono stati interpreti di uno spirito di vera squadra.
In un tourbillon di racconti, interviste, video, intermezzi comici e musicali, presenze di star, ospiti, autorità e rappresentanti di aziende, alla fine il tempo, pur prolungato, è passato quasi inosservato, in una atmosfera di generale e collettivo gradimento.

Infine le storie, belle, varie, importanti, forse uniche nel suo genere per i temi di scottante attualità che hanno toccato, e che hanno lanciato il Premio verso un livello medio mai raggiunto nel passato.
Parlare di cellule staminali utilizzate nella lotta alla sclerosi multipla (Stefano Pluchino), di problemi della finanza mondiale e dell’economia globale (Paolo Rizzo), di drangheta e intercorrelazione fra le varie mafie (Antonio Nicaso), di grande cinema e Tv, di teatro impegnato, (Andrea Tidona), dà il senso di una manifestazione che fa spettacolo attraverso il racconto di storie umane, che invertono per qualche giorno l’ordine di interesse pubblico nei temi trattati dai media.

Infine la straordinaria scoperta di una consistente colonia iblea in Paraguay, a Ragusa rappresentata da una qualificata delegazione, ha fatto vibrare le corde dell’emozione in tutti i presenti.

Il Premio ha raccontato anche importanti storie di attualità in capo ad artisti ragusani, vere bandiere di una ragusanità vincente. Luigi Fronte e Mario Scucces, affermati per il loro bel canto in campo nazionale ed internazionale nonostante la loro giovanissima età, hanno dato un tocco di leggerezza e simpatia alla serata, segnata anche dalla presenza di un ospite illustre, lo scultore vittoriose Arturo Di Modica, l’autore del mitico Toro di Wall Street, che con le sue gesta fa e farà ancora parlare il mondo intero di sé e della sua terra d’origine.

L’Omaggio a Maria Schininà ha rappresentato un momento di altissima lirica poetica nel premio, e va ad arricchire i racconti sulle altre grandi figure del passato.

La ciliegina sulla torta è stata poi posta dalla star internazionale Amy Stewart, che con il suo intramontabile canto ha regalato forti momenti di incantevole suggestione, mettendo la sua firma su un evento che, comunque lo si guardi, appartiene alla migliore tradizione culturale del territorio ibleo, e che, sorretto dalla continuità e dalla forza morale acquisita in tanti anni, è già storia, segnando una delle più belle pagine iblee dell’ultimo ventennio.

Sebastiano D’Angelo – Direttore Ass. Ragusani nel Mondo

Nella foto Sebastiano D´Angelo tra le famiglie degli artisti Mario Scucces e Luigi Fronte e con lo scultore vittoriese Arturo Di Modica