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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 892
MODICA - 21/02/2016
Spettacoli - Il fortunato testo di Pietrangelo Buttafuoco presentato da Salvo Piparo e da Costanza Licata

"Buttanissima Sicilia" al Garibaldi, cronaca e finzione

Lo spettacolo mette alla berlina vizi e virtù dei siciliani, passa in rassegna i più recenti fatti di vita isolana Foto Corrierediragusa.it

Salvo Piparo (foto) è un vulcano. Sul palcoscenico del teatro Garibaldi fa l’attore, poi il cantastorie, quindi il cabarettista per un esito finale gradevole e certamente esilarante, grazie ad un umorismo magari a tratti un pò pesante ma sempre contenuto ed elegante. Il testo di Pietrangelo Buttafuoco, da cui è tratto lo spettacolo, peraltro si presta benissimo alle incursioni di Salvo Piparo che ha in Costanza Licata la «buttanissima Sicilia» come controcanto e in Rosemary Enea il contrappunto musicale. Lo spettacolo mette alla berlina vizi e virtù dei siciliani, passa in rassegna le recenti ed ultimissime notizie della cronaca, dal caso Saguto ai paladini dell’Antimafia, da Cuffaro a Crocetta, di cui vengono messi alla berlina modi di parlare, la saccenteria, gli annunci e il modo di atteggiarsi. Non sfuggono a Salvo Piparo i lati deboli del siciliano sempre attratto da chi promette, pur sapendo bene che nulla ne verrà fuori.

Finisce così con un lancio di maccheroni, crudi per fortuna, sul pubblico, tirati fuori da un pentolone a significare l’equivalenza della promessa di un piatto di pasta per un voto al grido di «mangia popolo che hai patito». La platea, prima dubbiosa e poi coinvolta accetta le provocazioni in sala del protagonista ed anzi lo segue prestandosi al suo gioco. La lettura di un testo di Ficarra e Picone che descrive una Sicilia che fugge dai suoi abitanti e poi ritorna per farsi perdonare ed apprezzare è il sugello di uno spettacolo fuori dagli schemi così come il suo scoppiettante interprete che non si risparmia e rilancia appena il testo gliene dà l’opportunità.