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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 737
MODICA - 30/05/2013
Spettacoli - Tema di fondo del testo scritto dagli studenti il no alle violenze generate dai conflitti

"La guerra è finita" del Campailla al teatro Garibaldi

La regia di Alessandro Romano mette in evidenza una via di uscita, una reazione ad un mondo dove la «non scelta» è il comune denominatore perché la più facile ed immediata Foto Corrierediragusa.it

«La guerra è finita» ed i giovani sorridono alla vita. Lo spettacolo portato in scena con due appuntamenti dagli studenti del Liceo Classico «Tommaso Campailla» nell’ambito della stagione dedicata alle scuole da parte della Fondazione Teatro Garibaldi, si offre a tante letture ma ha come tema di fondo il no alle violenze generate dai conflitti, siano essi interiori o relative al mondo esterno. La guerra andata in scena sul palcoscenico del Teatro Garibaldi è immaginata come un gioco perverso di un folle burattinaio che esercita tutta la sua brutale energia su giovani smarriti e senza personalità, come si evince dalle maschere bianche e dagli abiti neri (nella foto) che ne annullano ogni connotato. Sfilano muti o in preda ad estasi provocate da droghe ed alcol, sono travolti da eventi luttuosi e tragici senza reagire, incapaci anche di una riflessione.

Il rischio della dipendenza assale dunque un’intera generazione e ne mette in pericolo la stessa esistenza perché sono giovani che non riescono a scegliere e si rifugiano nella loro solitudine subendo o provocando turpi azioni. La regia di Alessandro Romano ci mostra alla fine una via di uscita, una reazione ad un mondo dove la «non scelta» è il comune denominatore perché la più facile ed immediata. Lucia Trombadore e Teresa Floridia, referenti del progetto, hanno trovato il filo conduttore in un testo scritto a piene mani dai trenta studenti partecipanti al progetto mettendone in mostra tutta la forza «eversiva» e provocatrice della parola scritta.