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MODICA - 17/05/2012
Spettacoli - Al teatro "Garibaldi" uno dei più sofisticati pianisti della scena contemporanea

La stagione di musica chiude in bellezza con il jazz di Taylor

Dall’armonia perfetta di suono e silenzio scaturisce la sua musica fluida ed elegante Foto Corrierediragusa.it

Chiude con John Taylor (foto), uno dei più sofisticati pianisti jazz della scena contemporanea, la Stagione di Musica della Fondazione Teatro Garibaldi di Modica. L’appuntamento è per venerdì 18 maggio 2012 alle ore 21.

Interprete d’eccezione, John Taylor ha saputo portare all’attenzione di pubblico e critica un linguaggio unico derivato da una commistione fra classica e jazz. Dall’armonia perfetta di suono e silenzio scaturisce la sua musica fluida ed elegante che traduce in note serenità d’animo e una penetrante sensibilità poetica. Nato a Manchester, ha cominciato a imporsi all´attenzione del pubblico nel 1969, collaborando con i sassofonisti Alan Skidmore e John Surman. All´inizio degli anni ´70 ha accompagnato la cantante Cleo Laine, ha cominciato a lavorare ad un suo sestetto e ha svolto anche un intenso lavoro come side-man per molti artisti ospiti al Ronnie Scott´s Club. Nella sua carriera ha lavorato con gruppi condotti da Jan Garbarek, Enrico Rava, Gil Evans, Lee Konitz e Charlie Mariano e in contesti più ristretti come i duetti con Tony Coe e Steve Argüelles.

Per questo concerto, John Taylor accompagna il quartetto Néa. Il suo nome deriva da una parola del dialetto campidanese (uno dei tanti dialetti sardi) che significa prima luce del mattino. Ma ancor più propriamente questa parola vorrebbe indicare il momento dell´Aurora, un momento di magica sospensione tra l´indeterminatezza formale del buio della notte e la chiara luce del mattino dove le cose assumono un contorno preciso e inequivocabile. Per i quattro musicisti qui riuniti l´intenzione sarebbe dunque quella di cercare di mantenere l´idea musicale il più vicino possibile a quello stato nascente e originario, senza tuttavia mai perdere di vista la compiutezza formale. Per far sì che questo succeda è importante da parte dei quattro musicisti il mettersi costantemente in ascolto, ossia instaurare tra di loro un gioco attento di rimandi. Allo stesso modo questa disponibilità all´ascolto dovrebbe anche accadere tra palcoscenico e pubblico. Questo approccio lo si vuole attuale anche nel caso presente in cui il quartetto si impegna con le musiche del compositore e amico, Kenny Wheeler e del pianista John Taylor.

Tutte le informazioni sulla Stagione e sul botteghino sono disponibili su www.fondazioneteatrogaribaldi.it.