Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 760
MODICA - 24/01/2012
Spettacoli - Il secondo appuntamento della stagione musicale al teatro "Garibaldi"

Stile e sobrietà nel quartetto jazz di Maurizio Giammarco

Spettacolo molto apprezzato dal pubblico. Prossimo concerto il 3 febbraio con Uri Caine
Foto CorrierediRagusa.it

Ognuno di loro ha attraversato più di mezzo secolo di jazz, e insieme compongono uno spaccato musicale così completo che si potrebbe continuare ad ascoltarli all’infinito, senza stancarsi mai di cogliere le sfumature del loro personalissimo rapporto con lo strumento: dalla poesia di Maurizio Giammarco al sax (nella foto) alla fantasia di Vic Juris alla chitarra, passando per i virtuosismi di Adam Nussbaum alla batteria e Jay Anderson al contrabbasso.

Con questa formula, il concerto al Teatro Garibaldi, secondo appuntamento della Stagione di Musica della Fondazione, ha entusiasmato il pubblico e intrattenuto piacevolmente gli intenditori del genere.

Il grande stile, unito alla grande sobrietà di questi musicisti di lungo corso, dà vita a un risultato di grande equilibrio nella composizione della band che Maurizio Giammarco ha riunito, proponendo una scaletta in crescendo che ha attinto principalmente al repertorio compositivo suo e di Vic Juris.

Proprio con due brani – «A second look» e «25th» - di questo sorprendente chitarrista, forse troppo poco conosciuto sulla scena musicale italiana, il concerto si è iniziato e si è concluso. Ai suoi strepitosi assoli hanno fatto da contraltare i dialoghi di sax e batteria, in brani come «Elvin Adam», il cui titolo è tutto un racconto: «Non riuscivo a finire di comporlo, perché pensavo alla batteria di Elvin Jones – ha raccontato Giammarco al pubblico- e mi sono convinto a concluderlo solo quando ho potuto suonarlo con Adam Nussbaum, in questo tour».

E dopo una scaletta eterogenea con brani di Giammarco («Still life with memories», «Soul protocol»), di Juris («Folk song», «Shadows dance») e un cavallo di battaglia di Nussbaum («Sure would baby»), l’atmosfera rarefatta della celebre «Lonely woman» di Ornette Coleman ha conquistato definitivamente il cuore della platea.

Prosismo concerto con un "mostro" sacro del jazz, Uri Caine, che sarà al Garibaldi con il suo trio il 3 febbraio.