Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1112
MODICA - 20/08/2011
Spettacoli - La Compagnia del Piccolo teatro ha presentato la piece dello scrittore modicano all’Auditorium Mediterraneo

"Il paese delle Terrazze" di Raffaele Poidomani

E’ stato tratto dalla raccolta "Carrubbe e Cavalieri

Raffaele Poidomani ed il suo Paese delle Terrazze affascina il pubblico dell’Auditorium Mediterraneo. La piece teatrale è stata tratta dalla raccolta «Carrubbe e Cavalieri» dello scrittore modicano e trasformato in testo teatrale dalla Compagnia del Piccolo Teatro. In scena, oltre agli attori della Compagnia modicana, il piccolo Giuseppe Gintoli e una bizzarra orchestrina. Per riannodare meglio i fili con gli anni venti, in cui tali vicende sono avvenute, l’impianto registico di Marcello Sarta ha previsto, infatti, anche un accompagnamento canoro che ha collegato le varie scene, sotto la direzione di Gianluca Abbate.

Lo spettacolo, allestito su iniziativa di Federico e Stefania Poidomani, presenta gli stessi protagonisti degli altri racconti: il nonno, la nonna, la mamma, Maruzza, zia Maria; la fabula è il ricordo di Raffaele Poidomani adulto, immortalato con la scrittura, dei giorni in cui, lui bambino, si trasferiva insieme alla famiglia a Pozzallo, per godersi il mare durante il periodo estivo. Lo scrittore, come è solito fare, racconta in prima persona ciò che accade durante il soggiorno a Pozzallo «paese fatto di terrazze», descrivendo tutto con la precisione e la minuziosità certosina di uno storico, tanto che leggendo sembra in realtà di guardare una fotografia: «Le signore si svestivano, ben chiuse nell’interno della cabina, dalla quale sortivano poi in certi costumi blu oscuri, dal collo e le maniche rigate alla marinara; non si vedeva nulla di loro, non un lembo di pelle, le mani, appena le mani, con le quali per via dell’acqua alta si attaccavano alle corde appositamente tese, amiche e parenti in fila, e sembravano folaghe infilzate sulla cordicella nella mostra di un rosticciere».

Poidomani registra l’arrivo nel paese marittimo, il bagno in spiaggia, le cene nella terrazza dell’Avvocato Matarazzo, il caffè nella terrazza Pandolfi, i pranzi estivi succulenti, i balli allora in voga. Alla fine della pièce, dal palco, gli attori hanno formulato l’augurio che si prosegua in questo percorso di riscoperta del multiforme Raffaele Poidomani, narratore/poeta/saggista/storico/giornalista; che possa essere sempre più conosciuto, apprezzato, amato; che riesca ad avere quel giusto riconoscimento che merita.