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CATANIA - 14/01/2011
Spettacoli - Catania: il gruppo siciliano presenterà il nuovo album

Il progetto Ciaudà e la trilogia musicale «Unnè»

Sette brani che attingono un po’ dal repertorio folk siciliano, un po’da quello balcanico che concretizza un sound assolutamente originale

«Creare nella condivisione, come unico denominatore per fare musica», è l’idea dalla quale nasce il progetto Ciaudà e la trilogia musicale «Unnè»: una raccolta di piccole storie tra la favola ed il quotidiano, raccontate con i piedi per terra e il cuore in cielo. Arrivati al numero due della trilogia, il gruppo siciliano presenterà il nuovo album dal titolo "Unnè 2" sabato 15 Gennaio presso Y’s palcoscenico del terrazza hotel Le Dune di Catania.

Sette brani che attingono un po’ dal repertorio folk siciliano, un po’da quello balcanico che concretizza un sound assolutamente originale, espressione della forte personalità del gruppo, che traspare anche dall’uso espressivo si fa del dialetto, conferendo ai brani quella teatralità che l’italiano non consentirebbe.

«Ciuri», «Lingue», «Munita», «La sposa del vento», «Salibra», «Esperando» e «Amarabò» sono i brani che compongono il nuovo progetto del gruppo di Emanuele Di Giorgio, privilegiando la sperimentazione sonora che qui vede una fusione tra i suoni elettronici a quelli etnici. «Amarabò» è il nome del singolo in promozione che riflette per un momento lungo, 3´22´´, sui danni dell’inquinamento, sul consumarsi delle cose, sulla perdita della fiducia, sul senso del vivere fugace, sui sensi anestetizzati, sul perché teniamo gli occhi chiusi davanti al mondo. Un tempo lungo per un canzone, breve per cambiare la storia, ma utile per «ricordare» che «siamo gocce di tempo venuti al mondo per scolpire il cielo».

Sono molte le radio siciliane che hanno aderito alla promozione del singolo Amarabò, sposando la causa della musica indipendente in Sicilia. La loro adesione è un valore aggiunto al nuovo modo di trasmettere la musica alla gente perché, secondo i Ciaudà, « la vera musica è indipendente dai soliti schemi diventati, oramai, obsolete science».