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CATANIA - 03/11/2010
Spettacoli - Catania: al «Brancati» di via Sabotino si recita «ragusano»

Musumeci e Leggio mattatori in «Un Siciliano a Parigi»

L’attore ibleo in scena fino al 14 novembre con il famoso comico catanese: «Lavorare con Tuccio mette carica e adrenalina. E’ faticoso, ma ci sta insegnando molte cose in questo difficile mestiere»
Foto CorrierediRagusa.it

Quanta ragusanità in passerella al Teatro Brancati di Catania in questa stagione 2010-2011: da Massimo Leggio a Vittorio Bonaccorso, Federica Bisegna, Marcello Perracchio, Miko Magistro, Alessandro Sparacino, per citare i più noti al pubblico ibleo, si alterneranno sul palco del Brancati nella stagione teatrale artisticamente diretta dal grande talento della comicità siciliana Tuccio Musumeci, questo figlio della «Trinacria» che riesce a stare superbamente sulla scena da più di 50 anni.

Fino al 14 novembre è il turno di Massimo Leggio, poliedrico artista ragusano costretto a inseguire il successo sgobbando sul palco e a tentare di convincere una classe politica ragusana piuttosto assente, non si comprende se per miopia politica o scarsa cultura alla vera arte teatrale. «Ho un progetto- dice Massimo- quello di creare qualcosa di importante per il teatro a Ragusa, un progetto che darebbe lavoro ad attori e a tutte le maestranze di cui il teatro ha bisogno. Sono inascoltato». Purtroppo, la prima vittima della crisi economica è l’arte, il teatro soprattutto. Gli amministratori promettono poco e pagano alle calende greche, mortificando sacrifici e lavoro di gente che vorrebbe solo dare lustro e orgoglio al territorio.

Ogni sera Leggio è sul palco del Brancati insieme all’impareggiabile Tuccio Musumeci in «Un siciliano a Parigi, una commedia brillante adattata in due atti, liberamente tratta da «Il sistema Ribadier», opera scritta nel 1892 da Georges Feydeau, ritenuto, dopo Moliere, uno dei più grandi autori del teatro comico francese. Nelle opere del drammaturgo transalpino predomina il ritmo frenetico, incalzante, tutto effetto battute e comicità. Uno stile rigorosamente ripreso dal regista Giuseppe Romani e maniacalmente preteso da Tuccio Musumeci.

Una pièces che porta alla ribalta Massimo Leggio, entusiasta e sorprendentemente perfetto nel nuovo ruolo che lo vede coprotagonista brillante insieme a Tuccio Musumeci e a Concita Vasquez. «Frutto di un lavoro massacrante e impegnativo- afferma Massimo Leggio- grazie all’esperienza e all’entusiasmo che Tuccio ci sta trasmettendo». La commedia scorre tutta d’un fiato, i bioritmi sono frenetici, gags e paradossi si alternano in un susseguirsi di risate continue calate nel contesto comico che ruota attorno all’intramontabile tema di tutti i tempi, diremmo quasi sociale, delle «corna», il mai démodé «triangolo» amoroso: lui, lei e l’altro. Tuccio è come il fuoriclasse in campo: a lui basta la mimica facciale, la battuta bruciante, l’entrata in scena, per scatenare la simpatia e la risata del pubblico.

Nel cast di «Un siciliano a Parigi», oltre a Tuccio Musumeci, nel ruolo di Aristide Tomaselli, Massimo Leggio (Eugenio Ribadier), Concita Vasquez (Angela Ribadier), Agostino Zumbo (Gustavo Savinet), Claudio Musumeci, figlio di Tuccio (Gusman), Egle Doria (Sofia). La regia, come detto, è di Giuseppe Romani, le scene e i costumi sono di Giuseppe Andolfo, le musiche di Matteo Musumeci, l’altro figlio di Tuccio, noto compositore lirico che ha intrapreso la carriera musicale.

(nella foto di Giuseppe Messina, Concita Vasquez distesa sul divano, Massimo Leggio e Tuccio Musumeci)