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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 872
TRAPANI - 04/12/2007
Sicilia - Brillante operazione della notte a Catania

Santapaola junior in carcere

Settanta ordinanze cautalari in carcere ad esponenti di Cosa Nostra Foto Corrierediragusa.it

CATANIA - Carabinieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un´ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 70 presunti appartenenti a Cosa nostra. I reati ipotizzati a vario titolo sono associazione mafiosa, estorsioni, rapine e traffico di sostanze stupefacenti. L´inchiesta, coordinata dalla Dda della Procura etnea, ha portato anche all´arresto, tra gli altri, di Vincenzo Santapaola, figlio del capomafia ergastolano Benedetto. Le indagini dei militari dell´Arma hanno permesso di accertare collegamenti della ´famiglia´ catanese con cosche calabresi e con il clan di Bernardo Provenzano. Durante l´operazione, denominata Plutone, è stato trovato un libro ´mastro´, che riporta estorsioni e ´stipendi´ agli affiliati; sono state sequestrate armi, cocaina e marijuana; è stata fatta luce su 16 rapine, alcune delle quali commesse anche fuori dalla Sicilia; e sono state scoperte sei estorsioni. Le indagini hanno anche evidenziato anche gli interessi di Cosa nostra su grossi progetti imprenditoriali. I particolari dell´operazione saranno resi noti durante un incontro con i giornalisti alle 10 nella sala stampa della Procura della Repubblica di Catania.


Vincenzo Santapaola, 38 anni, figlio maggiore del capomafia Benedetto, e´ stato arrestato dai carabinieri di Catania per associazione mafiosa. Il figlio del capo di Cosa nostra a Catania, obiettivo negli anni scorsi del boss Vito Vitale, che lo voleva eliminare nell´ambito di una faida interna alla mafia siciliana, fu fermato per la prima volta nel dicembre del 1992, assieme al fratello Francesco, di tre anni piu´ piccolo. Ma i due furono scarcerati dal Tribunale del riesame. Un anno dopo, destinatario di un ordine di arresto per ´Orsa maggiore´, si rese irreperibile, e fu catturato il 14 gennaio del 1994. Fu rimesso in liberta´ il 27 dicembre 1997. Fu nuovamente arrestato l´8 agosto 1999 nel quadro dell´inchiesta ´Orione 2´, un´indagine che fece luce su contrasti interni a Cosa nostra sfociati in una sanguinosa faida tra i ´falchi´ legati ai Corleonesi, fautori della stagione delle stragi, e le ´colombe´ guidate da Benedetto Santapaola, che era contrario alla strategia del terrore di Toto´ Riina. Rimesso in liberta´ fu arrestato nel 2006 e da poco era stato scarcerato. In passato, tra l´altro, e´ stato assolto dall´accusa di avere ucciso il giornalista Giuseppe Fava


Ci sono anche tre donne e il ´killer delle carceri´, Antonino Faro, tra gli arrestati dell´operazione Plutone eseguita dai carabinieri di Catania
nei confronti di 70 presunti appartenenti a Cosa nostra. I militari dell´Arma, infatti, hanno arrestato anche Angela La Rosa, moglie del (RPT: del) reggente del gruppo Santapaola, Alessandro Strano, detenuto; Patrizia Scriffignano e Iolanda Di Grazia,, rispettivamente moglie e sorella dell´ergastolano Francesco Di Grazia, ´uomo d´onore´ della ´famiglia´ di Catania, anch´egli raggiunto dal provvedimento restrittivo. Secondo l´accusa avrebbero avuto un ruolo di collegamento con la cosca. L´ergastolano Antonino Faro, indicato come organico al gruppo del rione Montepo, e´ salito agli onori della cronaca per avere ucciso, mangiandogli anche il fegato, il boss Francis Turatello. L´omicidio avvenne il 17 agosto nel 1987 nel carcere Bad ´e Carros di Nuoro, e il mandante, per l´accusa, fu un altro catanese, Vincenzo Andraous, anche lui ergastolano, che adesso scrive saggi e poesie in carcere. Un fratello di Faro, Massimo, di 17 anni, fu ucciso il 3 marzo del 1991 durante una sparatoria con i carabinieri a nel rione Montepo a Catania.