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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:47 - Lettori online 1036
TRAPANI - 10/11/2007
Sicilia - Colajanni: ’’E’ il momento giusto per denunciare’’

"Finalmente un´associazione antiracket a Palermo"

Inaugurata la nascita di ’Libero futuro’, dedicata a Libero Grassi. Tano Grasso: ’’L’obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza di tutti i nostri colleghi che hanno deciso di dire no al pizzo’’ Foto Corrierediragusa.it

Palermo - "Erano 16 anni che ci provavo e finalmente siamo riusciti a far nascere a Palermo un´associazione antiracket". Così Tano Grasso (nella foto), presidente delle associazioni antiracket, ha salutato la nascita della associazione ´Libero futuro´, inaugurata quesa mattina a Palermo.

"Questa associazione - ha detto - nasce per esorcizzare l´esperienza drammatica di Libero Grassi (l´imprenditore ucciso da Cosa nostra per essersi ribellato al pizzo, ndr) cui è dedicata ´Libero futuro´. L´obiettivo principale dell´associazione è quello di garantire la sicurezza di tutti i nostri colleghi, commercianti, artigiani e operatori economici che hanno deciso di dire no al racket del pizzo".

Finora sono 40 i soci iscritti all´associazione. In un teatro gremito, a differenza di quanto era accaduto due anni fa (in occasione di una manifestazione organizzata dall´antiracket e dall´Anm) con la platea semideserta, ci sono oltre ai commercianti e agli imprenditori, anche numerosi magistrati, tra cui i pm che hanno catturato i boss mafiosi Salvatore e Sandro Lo Piccolo, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il presidente della commissione nazionale Antimafia Francesco Forgione, il sottosegretario all´Interno Ettore Rosato, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello.

Parlando della pagina di giornale rinvenuta dagli inquirenti nella villetta in cui sono stati arrestati i boss mafiosi Lo Piccolo, che riportava l´elenco dei commercianti che hanno detto no al ´pizzo´, Tano Grasso ha sottolineato: "Il fatto che ci fosse quella pagina del giornale, e non un manoscritto, è significativo perché vuol dire che le organizzazioni mafiose lo hanno utilizzato per non rivolgersi a quei commercianti per chiedere il pizzo, non certo per punirli".

Per il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, però, "attraverso i giornali spesso si danno notizie utili anche ai nemici". Ma alla domanda ´se ritiene che i boss abbiano conservato i nomi dei commercianti per punirli oppure per non inserirli tra le vittime delle estorsioni´, Grasso ha risposto: "Lo chiederemo direttamente a Lo Piccolo...".

Durante il suo intervento il presidente della associazione Enrico Colajanni ha sottolineato: "Adesso è il momento giusto per smettere di pagare il pizzo e denunciare". Rivolgendosi direttamente agli altri imprenditori, Colajanni ha detto: "Forniremo un supporto giuridico ma anche sostegno morale". "La prima nostra vocazione - ha spiegato ancora - sarà quella di proteggere chi denuncia limitando i rischi che inevitabilmente correrà. Chi paga il pizzo e vuole smettere deve trovare colleghi di cui fidarsi".

E proprio nel giorno di presentazione della neonata associazione è giunto il grido d´aiuto di una giovane che, per paura di apparire e di farsi riconoscere, ha lasciato un foglio scritto a mano per terra, sul pavimento del teatro Biondo di Palermo, in cui chiede aiuto a ´Libero futuro´. "Sono la figlia di un imprenditore palermitano e lavoro con lui - c´è scritto nella lettera abbandonata - sono venuta qui da sola speranzosa di trovare degli amici. Vi chiedo aiuto". E poi scrive: "Paghiamo tutti il pizzo e mio padre lo considera un costo fisso. Mio padre è onesto ma ha paura di rimanere solo".