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TRAPANI - 28/10/2007
Sicilia - Una ventina di rappresentanti delle cosche di Partinico e Borgetto

Mafia a Palermo: due secoli di
carcere a boss e gregari

Alla sbarra c’erano pure molti commercianti accusati di favoreggiamento, perche’ non avevano ammesso di aver dovuto pagare il pizzo. Foto Corrierediragusa.it

Palermo - La quarta sezione del tribunale di Palermo, presieduta da Annamaria Fazio, ha inflitto due secoli di carcere, con condanne molto pesanti - da sette a vent´anni - a una ventina di boss e gregari della zona di Partinico e Borgetto, due comuni a una quarantina di chilometri dal capoluogo dell´isola.

Colpito, in particolare, il clan familiare e mafioso di Vito Vitale, il capomafia di Partinico (Palermo), arrestato il 16 aprile del 1998 e fratello di altri mafiosi e della pentita Giusy Vitale. Otto le assoluzioni. Oltre trenta le persone coinvolte nell´indagine condotta dal Gico della guardia di finanza e dai carabinieri e coordinata dalla Dda, dai sostituti procuratori Francesco Del Bene e Maurizio De Lucia: altri otto imputati, l´anno scorso, erano stati giudicati col rito abbreviato.

Alla sbarra c´erano pure molti commercianti accusati di favoreggiamento, perche´ non avevano ammesso di aver dovuto pagare il pizzo. In aula, durante il dibattimento, pero´, avevano pure deposto molti imprenditori che avevano detto a chiare lettere di essere stati taglieggiati. I reati contestati in dibattimento andavano dall´associazione mafiosa alle estorsioni, dal favoreggiamento alla turbativa d´asta.

I componenti della famiglia Vitale, soprannominata "Fardazza", che sono stati condannati, sono i fratelli Leonardo (15 anni), Vito (12), Antonina (7) e Michele Vitale (classe 1968: ha avuto 10 anni). Condannati anche il figlio di Leonardo, Giovanni Vitale (9 anni e sei mesi), e il genero del boss, Nicola Lombardo, marito di Maria Vitale: per lui una pena elevatissima, 17 anni. Assolti invece Gaspare D´Orio, Benedetto Valenza, Giovanni Timpa, Giuseppe Cuccia, Salvatore Bagliesi, Luigi Garofalo, Rosario Amato, l´imprenditore vitivinicolo Diego Cusumano. Piu´ alta ancora di quella inflitta ai Vitale-Fardazza la pena di Filippo Riccobono (20 anni) e Antonino Primavera (17 anni). A Francesco Rappa, detto Ciccio, boss di Borgetto, sono toccati 12 anni. Dieci anni e´ la condanna per Alessandro Brigati, 9 per Francesco Nania e Giuseppe Giambrone; otto per Nunzio Cassara´, Giovanni Intravaia e Antonino La Fata; sette per Ottavio Lo Cricchio, Maurizio Palazzolo, Salvatore Corrao e Salvatore Toia. I giudici hanno anche condannato gli imputati a risarcire i danni alle tre parti civili: il comune di Partinico, la Confcommercio e Sos Impresa, queste ultime assistite dagli avvocati Fabio Lanfranca e Fausto Amato. Ad ognuna andranno 50 mila euro.

Il tribunale ha anche ordinato il nuovo arresto di uno degli imputati condannati, Giuseppe Giambrone, scarcerato nei mesi scorsi per decorrenza dei termini di custodia. Nel troncone celebrato con il rito abbreviato dal gup Marina Petruzzella erano state condannate a sette anni ciascuna altre due esponenti della famiglia Vitale: Maria Gallina e Maria Vitale di 31, rispettivamente moglie e figlia di Leonardo Vitale. (AGI)