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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 548
TRAPANI - 26/10/2007
Sicilia - Dopo le polemiche per il voto in commissione

Antonio Di Pietro cambia idea:
ancora "no" al Ponte di Messina

Retromarcia del responsabile del dicastero dopo le prese di posizioni dei partiti di maggioranza Foto Corrierediragusa.it

Palermo - ´´Leggo tante dichiarazioni di esponenti politici che mi imputano di aver tenuto in vita, con la societa´ Stretto Messina, un inutile carrozzone. Al contrario, il vero carrozzone sarebbe stato la fantomatica agenzia che l´emendamento mirava a istituire, quello si´ uno spreco di risorse, buono per coltivare clientele e svolgere attivita´ che possono essere tranquillamente portate avanti dai Ministeri competenti e dalle Regioni´´.

Lo ha dichiarato in una nota il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro.

´´A chi dice che la Stretto Messina e´ un carrozzone - ha affermato il Ministro - desidero comunicare che ne ho disposto il totale dimagrimento, portando la struttura dai circa 100 dipendenti che aveva ai tempi del Governo Berlusconi a non piu´ di 5 o 10 persone. Con l´agenzia ci saremmo invece ritrovati alle prese con l´ennesimo ente inutile, come i tanti che stiamo faticosamente cercando di eliminare´´.

´´Confermando e ribadendo la nostra fermissima volonta´ di non realizzare il Ponte - ha aggiunto Di Pietro - questo obiettivo puo´ essere conseguito in due modi: risparmiando centinaia di milioni e destinandoli alla realizzazione di infrastrutture piu´ urgenti in Sicilia e Calabria, oppure sprecando mezzo miliardo di euro. Io credo che non possiamo che scegliere la prima strada, non possiamo andare dietro al furore ideologico di chi, in nome di questa ideologia, si prodiga per sprecare i soldi dei contribuenti´´.

´´Voglio infine precisare - ha concluso il Ministro - che oggi Italia dei Valori non ha votato un emendamento dell´opposizione, ma ha votato per confermare l´impianto del decreto approvato dal Governo, sostenendolo. E il fatto che la maggioranza del Senato abbia confermato quell´impianto, con un voto nel quale, per inciso, i voti dei senatori IdV non sono stati numericamente decisivi, dimostra che la decisione del Governo era quella corretta´´.