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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 487
TRAPANI - 24/10/2007
Sicilia - Dossier sugli inceneritori, termovalorizzatori e sui piani di smaltimento.

Rifiuti:in procura esposto
contro il piano della Regione

Molte le presunte irregolarita’: il finanziamento di 392 milioni di euro, con i fondi europei di Agenda 2000. Foto Corrierediragusa.it

Palermo - Un dossier sugli inceneritori, sui termovalorizzatori e sui piani di smaltimento dei rifiuti portati avanti dalla Regione siciliana e da alcuni Comuni (tra i quali Palermo, Augusta, Paterno´, Casteltermini e Campofranco) e´ stato presentato oggi alla Procura di Palermo da Italo Tripi, segretario regionale della Cgil, da Leandro Janni´ di Italia Nostra, da Domenico Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, e da Anna Schiro´, vicepresidente del Wwf Sicilia.

E´ stato consegnato a Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto con delega ai reati ambientali. Molte le presunte irregolarita´: il finanziamento di 392 milioni di euro, con i fondi europei di Agenda 2000, per la raccolta differenziata, e´ destinato quasi esclusivamente allo smaltimento e non al recupero dei rifiuti; gli impianti progettati in Sicilia sarebbero sovradimensionati rispetto alle effettive esigenze e la spesa prevista nell´arco di vent´anni e´ di 5 miliardi di euro.

"E´ uno dei piu´ grandi affari della recente storia siciliana - si legge nel dossier - ovviamente pagato dai cittadini siciliani. In Sicilia, in presenza di un affare di queste dimensioni, non si puo´ evitare di porsi il problema del rischio di infiltrazioni mafiose, come correttamente fa la Corte dei conti". Per gli autori dell´esposto "la presunta imperiosa urgenza nella conclusione delle convenzioni ha comportato che siano state stipulate a prescindere dall´acquisizione dell´informativa antimafia", nonostante "i noti interessi della criminalita´ organizzata nel campo dei rifiuti".

Una di queste societa´ era effettivamente "infiltrata dalla criminalita´ mafiosa", cosa che il commissariato per l´emergenza rifiuti "non poteva certo ignorare, dato che la stessa societa´ era coinvolta nell´esperienza della raccolta dei rifiuti nel Comune di Messina". Critiche anche sui siti scelti per la costruzione dei termovalorizzatori: a Paterno´ e Casteltermini e´ previsto che le acque di scarico, "ricche di sostanze inquinanti", vengano indirizzate nei fiumi Simeto e Platani, a Palermo l´impianto e´ a soli due chilometri dalla citta´, e ad Augusta non e´ stata ancora individuata l´area, in una zona che e´ ad alto rischio ambientale.

Nella denuncia, infine, si fa riferimento alla illegittimita´ e all´insufficienza delle autorizzazioni all´emissione nell´atmosfera e al caso di Gioacchino Genchi, dirigente responsabile del servizio 3 emissione in atmosfera dell´assessorato regionale al Territorio: dopo avere detto di no al rilascio delle autorizzazioni richieste dalle imprese, e´ stato rimosso una prima volta nel settembre del 2005, e le aziende hanno potuto ottenere l´intervento sostitutivo del ministro dell´Ambiente del governo di centrodestra; reintegrato nel maggio 2006, Genchi e´ stato nuovamente sospeso nel gennaio di quest´anno.

Tutti i dirigenti del servizio 3 sono sotto procedimento disciplinare e la questione e´ finita in mano ai magistrati. Sui termovalorizzatori e´ in corso un´inchiesta conoscitiva della Procura condotta dal pm Sara Micucci. (AGI)