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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1028
TRAPANI - 19/10/2007
Sicilia - La messa in liquidazine della società è dettato da "furore antagonista" e da "motivi ideologici"

Di Pietro: il ponte di Messina
costerà 500 milioni di euro

Concorda con l’emendamento approvato ieri dalla commissione il ministro Alessandro Bianco.L’Italia dei Valori voterà contro. I commenti delle forze politiche siciliane Foto Corrierediragusa.it

Palermo - Lo Stato rischia di buttar via una cifra fra i 450 e i 500 milioni di euro a causa di ´´motivi
ideologici´´ e del ´´furore antagonista´´ di alcuni deputati della Commissione bilancio della Camera che ieri, per liquidare la vicenda del Ponte dello Stretto di Messina, hanno proposto e fatto votare la messa in liquidazione della societa´ istituita ad hoc, rescindendo, di fatto, il contratto con la conseguenza di pesantissimi oneri, fra penali e soldi gia´ spesi.

Lo rivela il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che, dopo la relazione
tenuta alla Conferenza dei Lavori Pubblici in corso al Maschio Angioino di Napoli si ferma con i cronisti per spiegare nel dettaglio la vicenda: ´´Su proposta dei Verdi e della sinistra radicale ieri la Commissione ha approvato la messa in liquidazione della sicieta´, compresi i rapporti
obbligatori in essere, e contestualmente la creazione di un´agenzia per lo sviluppo dell´area dello Stretto di Messina con il compito di elaborare il sistema di mobilita´ in tutto lo Stretto´´.

´´Noi non siamo d´accordo´´ annuncia subito Di Pietro parlando da leader di partito. ´´Quando si arrivera´ al voto in aula esprimeremo la nostra contrarieta´ - aggiunge - in primis perche´ una decisione del genere andava concordata con il governo e poi perche´ sarebbe stata decisamente migliore la proposta da me avanzata di non fare il ponte sullo Stretto senza, per questo, spendere soldi.

Dopo il voto di ieri sera, invece, lo Stato rischia di dover pagare il risarcimento danni, la penale contrattuale, le spese vive. Una cifra fra i 450 e i 500 milioni di euro. Mentre avremmo potuti spenderne solo 60. Tutto questo per motivi ideologicie furore antagonista´´.

Il ministro Alessandro Bianchi concorda ´pienamente´ con l´emendamento che prevede lo scioglimento della societa´ Stretto di Messina. Accantonato il progetto dell´inutile ponte, la societa´ non ha piu´ ragione di essere. Tuttavia per il ministro dei Trasporti serve recuperare il patrimonio di conoscenze e tecnologie della societa´ ed investirli in ´un´Agenzia apposita´ dedicata alla progettazione di opere utili: infrastrutture portuali, strade, ferrovie.

Lo scioglimento della Societa´ Stretto di Messina e l´annullamento del contratto per la
costruzione del Ponte sullo Stretto, votati ieri dalla Commissione Bilancio del Senato, ´´segnano un ritorno alla ragione per l´ Italia. Per il WWF il Parlamento ha preso una decisione doverosa, che il Governo fino ad ora aveva invece rimandato: l´annullamento del progetto del ponte sullo
Stretto di Messina, un´opera che tutti sapevano essere ad alto rischio economico e ambientale´´.

´´Il WWF - spiega in un comunicato Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia - ha lavorato per anni attraverso ogni genere di azioni legali, ricorsi amministrativi, denunce alla Commissione Europea (che ha aperto una procedura di infrazione contro l´Italia), alla
Corte dei Conti, alla magistratura penale, perche´ fortemente convinto dell´inutilita´ dell´opera, costosissima e devastante per l´ambiente´´.

´´Riteniamo che le penali che lo Stato dovra´ pagare alle imprese che si erano aggiudicate la realizzazione del progetto siano un´inezia rispetto all´enormita´ dei danni ambientali che il Ponte avrebbe provocato e, ancor piu´, alle perdite economiche per lo Stato´´, sottolinea Candotti.

´´Ora il WWF si aspetta la conferma della storica decisione da parte dell´ intero Parlamento e dal Governo e l´avvio delle opere di modernizzazione realmente necessarie, ad iniziare dalle ferrovie, in Calabria e Sicilia, cosi´ come gia´ concordato dallo Stato con le due regioni, conclude il segretario generale.

*****

Le reazioni in Sicilia di Alfano e Fallica

´´Lo scacco matto alla Sicilia ha un prezzo esorbitante che il Governo nazionale non esita a
pagare, pur di estromettere la nostra regione dai circuiti di sviluppo europei e internazionali´´. Lo afferma il coordinatore regionale siciliano di Forza Italia, Angelino Alfano, intervenendo a proposito degli oltre 450 milioni di euro che dovranno essere sborsati a fronte dello scioglimento
della societa´ Stretto di Messina e dell´annullamento del contratto.

´´Il governo Prodi - dichiara Alfano - apre le casse dello Stato, pagando profumatamente il danno e la beffa che ricadono sulla Sicilia che, in un sol colpo, perde: credibilita´, investitori dalla portata internazionale e un´opera strategica in un contesto europeo dalle dinamiche in continuo movimento´´.

´´Prodi si rassegni. Anche se ha minato e fatto saltare il Ponte sullo Stretto di Messina per
salvarsi dal ´fuoco amico´ della sinistra radicale, ormai i giochi di prestigio non gli bastano piu´´´. Lo afferma l´onorevole Pippo Fallica, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, ´´Consigliamo al premier - precisa Fallica - di evitare questo assurdo accanimento terapeutico per tenere in vita un governo che non c´e´ piu´. Eviti di continuare a danneggiare il Paese, abbia uno scatto di dignita´ e si dimetta´´.