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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:19 - Lettori online 1558
TRAPANI - 05/11/2008
Sicilia - Palermo - Sono oltre 60mila i precari siciliani di lunga durata

Palermo: aiuti per i forestali. E gli altri?

Ordine del giorno all’Ars dei deputati Ammatuna e Digiacomo
Foto CorrierediRagusa.it

I deputati regionali del Pd ibleo Roberto Ammatuna (nella foto) e Pippo Digiacomo scendono in campo per tutelare il personale del settore forestale, che da anni aspetta di essere stabilizzato.

Un ordine del giorno è stato presentato all’Assemblea Regionale Siciliana dai deputati, partendo dall’accordo sottoscritto il 30 novembre 2005 tra il Governo Regionale e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori per il riordino del settore forestale e dall’ulteriore intesa, firmata lo scorso 8 ottobre, con la quale il Governo regionale ribadisce l’impegno per la definizione di una legge di riordino forestale. L’atto parlamentare sottolinea come il parere negativo espresso dallo stesso Governo nella seduta della Commissione Bilancio dell’Ars per la copertura finanziaria degli emendamenti presentati al relativo disegno di legge finalizzati al miglioramento delle condizioni occupazionali dei lavoratori della forestale va in direzione opposta rispetto agli impegni assunti.

Nel ribadire come tale riordino è necessario per garantire un serio percorso di stabilizzazione di tutti gli addetti del settore, strategico per la salvaguardia del territorio, la tutela dell’ambiente, l’attrazione turistica, la valorizzazione economica dei prodotti del bosco e, quindi, per la Sicilia, l’Ordine del Giorno impegna il Presidente della Regione a «sviluppare ogni iniziativa entro e non oltre il 31 dicembre 2008, al fine di garantire l’attuazione integrale dell’accordo sindacale del 30 novembre 2005, per la tutela occupazionale e la stabilizzazione dei lavoratori del settore forestale».

Stranamente, non si hanno riscontri , per contro, di interventi finalizzati alla stabilizzazione dei circa 60 mila precari siciliani, denominati anche « precari di lunga durata» proprio perché versano in questa condizione, dal 1989, e che percepiscono emolumenti mensili pari ad un massimo di 700 euro al mese.