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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 684
TRAPANI - 23/10/2008
Sicilia - Palermo - Le sue prime parole: "Giustizia è fatta"

Palermo: mafia, assolto Mannino

L’ex ministro e senatore dell’Udc era accusato di concorso
in associazione mafiosa. Era stata chiesta la condanna a 8 anni
Foto Corrierediragusa.it

La Corte d´appello di Palermo ha assolto il senatore Calogero Mannino (nella foto) dall´accusa di concorso in associazione mafiosa. Confermando la sentenza di primo grado, i giudici hanno condannato la parte civile al risarcimento di tutte le spese processuali. La Corte è rimasta in Camera di consiglio quattro ore e mezzo.

L´accusa aveva chiesto per Mannino la condanna a otto anni di reclusione: "Valuteremo solo dopo avere letto le motivazioni se ricorrere in Cassazione contro la sentenza che oggi ha assolto il ministro Calogero Mannino" ha detto il sostituto procuratore generale, Vittorio Teresi, pubblica accusa al processo d´appello al senatore dell´Udc.

Teresi, che da Pm della procura, aveva istruito anche il processo di primo grado, non ha voluto fare ulteriori commenti sul vedetto di oggi.

L´ex ministro democristiano, attualmente senatore dell´Udc, era accusato di avere intrecciato rapporti con la mafia, traendo profitto dall´appoggio di alcuni boss. L´inchiesta fu avviata oltre 14 anni fa, nel febbraio 1994, quando i pm della procura di Palermo gli notificarono un avviso di garanzia per concorso in associazione mafiosa; l´anno successivo Mannino venne arrestato e rimase in carcere per 23 mesi.

Da allora è stato un susseguirsi di processi e sentenze (ben quattro tra primo, secondo grado, Cassazione, e nuovo rinvio alla Corte d´appello, che ha dovuto anche sospendere il dibattimento in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale).

Il primo processo a Mannino, aperto il 28 novembre 1995, è stato uno dei più lunghi per mafia a Palermo: oltre 300 udienze, 400 testimoni citati, dei quali 250 dall´accusa e 150 dalla difesa, decine di pentiti, da Tommaso Buscetta a Gioacchino Pennino.

L´ex ministro venne assolto in primo grado, mentre in appello fu condannato a 5 anni e 4 mesi di carcere nel maggio del 2004. La sentenza è stata poi annullata dalla Cassazione nel luglio 2005 per "difetto di motivazione" e rinviata ad altra sezione della Corte di Appello.

Ma il dibattimento di secondo grado venne sospeso, nel maggio 2006, dopo che era stata sollevata la questione di legittimità costituzionale della norma sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento in primo grado.

I giudici, accogliendo l´istanza del sostituto procuratore generale Vittorio Teresi, inviarono gli atti del dibattimento alla Corte Costituzionale, disponendo la sospensione del processo fino alla decisione della Consulta che ha dato nuovamente il via libera al processo.


MANNINO COMMOSSO IN AULA

"Giustizia è fatta. Ho atteso con pazienza e fiducia questa sentenza che ha confermato il verdetto di pimo grado" sono state le prime parole di Calogero Mannino, che ha riferito di avere ricevuto "decine di telefonate di felicitazioni" tra cui quelle del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del presidente del Senato Renato Schifani.

Il senatore che ha preferito non assistere alla lettura del dispositivo è nella sua casa di Palermo insieme a familiari ed amici. A comunicargli la notizia dell´assoluzione è stato il figlio Toto, presente in aula. Commosso, il politico ha aggiunto: "Ora la mia innocenza è stata riconosciuta".

"Sono soddisfatto della condanna del Comune di Palermo che si è costituito parte civile nel mio processo senza alcun fondamento di legalità. Il sindaco che decise di farlo (Leoluca Orlando n.d.r.) dovrà ora giustificarsi davanti alla Corte dei Conti".

"Il sindaco di allora - ha continuato Mannino, senza mai citare Orlando - indulgeva all´antimafia-spettacolo".


DA CASINI A CUFFARO, SODDISFAZIONE DEGLI EX DC

"L´assoluzione del senatore Mannino ripaga il nostro collega, la sua famiglia e tutta l´Unione di Centro di tanti anni di ingiuste umiliazioni e amarezze. Lo stato di diritto ha prevalso ma è il caso di dire: con troppo ritardo!" commenta sarcastico Pier Ferdinando Casini, leader dell´Udc

"Questa sentenza - aggiunge -spazza via ombre e volgari attacchi che abbiamo subito nell´ultima campagna elettorale. A Calogero Mannino, che ci siamo assunti la responsabilità di candidare in queste ultime due elezioni sottoponendolo al giudizio dei siciliani, diamo il nostro affettuoso abbraccio".

Il ministro per l´Attuazione del programma di governo e segretario della Dca Gianfranco Rotondi esprime "apprezzamento per l´assoluzione del senatore Mannino. Persona per bene, uomo giusto, politico trasparente, che ha avuto sempre un comportamento lineare e corretto, Calogero Mannino ha potuto finalmente dimostrare la sua estraneità ai fatti. Finalmente giustizia è fatta".

"Che Mannino non avesse niente a che vedere con la mafia è sempre stata per me una certezza umana e politica. Ora è anche una certezza giudiziaria" commenta il senatore del Pd Marco Follini.

"Sono veramente felice per l´assoluzione dell´amico e collega Calogero Mannino. Nessuno potrà ripagarlo, però, per le sofferenze che ha dovuto subire in 14 anni di processi ed indagini": è il commento di soddisfazione del senatore Gianpiero D´Alia, presidente del gruppo UDdc-Svp-Autonomie.

"La sua vicenda giudiziaria - prosegue D´Alia - testimonia che quando si è certi della propria innocenza non bisogna necessariamente fuggire dai processi. La dignità ed il rispetto con cui ha sopportato questo calvario - che lo aveva, peraltro, costretto a lasciare la politica attiva per tanti anni - devono costituire un esempio. Da Mannino quindi una lezione di tolleranza e di democrazia per tutti noi".

Compiacimento anche per il vice segretario dell´Udc siciliana Giuseppe Ruvolo: "Dopo 14 anni finisce la via crucis di Calogero Mannino. Siamo sempre stati convinti della sua totale estraneità ai fatti. Oggi constatiamo che la giustizia ha trionfato".

Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e senatore del Pdl, si associa "alla gioia di Calogero Mannino e dei suoi famigliari per la sua assoluzione".

"È incredibile - afferma - che abbiamo dovuto attendere 14 anni per stabilire quello che era già chiaro nel 1995, e cioè che stavamo vivendo una stagione di persecuzione di un´intera classe dirigente costruita su pregiudiziali ideologiche, attraverso le quali e per via giudiziaria sono stati distrutti interi partiti e deviata la storia democratica del Paese".

"Dopo lunghi anni di sofferenza, per il mio amico Lillo Mannino, per la sua famiglia e per quanti gli sono stati affettosamente vicini e gli hanno voluto bene, si chiude un capitolo amaro. Per me, che non ho mai dubitato della sua onesta, della sua levatura morale e politica è un giorno di gioia. Mannino oggi vede riaffermata, dopo un lungo calvario, la sua figura di uomo politico, di grande amministratore e di fedele uomo delle istituzioni" commenta il senatore e vice segretario dell´Udc, Totò Cuffaro.

Il senatore Udc Francesco D´ Onofrio dice: "Ero convinto dell´innocenza di Calogero Mannino già quando per primo andai a trovarlo a Rebibbia, dopo il suo arresto. Oggi non posso che essere lietissimo per la sua, pur tardiva, assoluzione.

"L´Udc siciliano abbraccia il suo Calogero Mannino e la sua famiglia e lo fa senza urlare, con la dignità, la sobrietà, il senso delle istituzioni e l´eleganza che appartengono all´uomo ed al politico e che persino i suoi più acerrimi avversari gli hanno sempre riconosciuto", afferma il parlamentare Saverio Romano, segretario Udc Sicilia.

Per Rudy Maira, capogruppo Udc all´Ars e vice presidente dell´Antimafia regionale "è una sentenza che sancisce la più totale estraneità di Calogero Mannino rispetto alla mafia. Oggi possiamo rileggere la storia reale della Democrazia Cristiana di Sicilia e una pagina di quella del nostro Paese".

Anche il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo si felicita con l´ex collega di partito: "Ho sempre creduto nell´innocenza del senatore Mannino, un uomo politico che non ha smesso di spendersi per la Sicilia e che non ha esitato a schierarsi contro i mali che ne hanno ostacolato lo sviluppo, a cominciare dalla mafia".

"Accolgo, quindi, con gioia la sentenza della Corte d´Appello - aggiunge Lombardo - che potrà consentirgli di proseguire serenamente la sua attività parlamentare nell´interesse della Sicilia e dei siciliani".




MARSALA (TRAPANI): IL PM DI CHIEDE LA CONDANNA DI MANNINO A 6 ANNI PER FRODE VINICOLA

Il pubblico ministero Cristina Pigozzo ha chiesto la condanna dell´ex ministro Calogero Mannino, senatore Udc, a 6 anni e 4 mesi di carcere per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode vinicola, falso, truffa ai danni dello Stato e minacce a pubblico ufficiale al fine di costringerlo a venire meno al suo dovere.

Il pm ha, inoltre, invocato l´assoluzione per le accuse di estorsione e furto di vino dall´azienda di Roberto Casano, l´imprenditore di Pantelleria dalla cui denuncia è scaturito un filone dell´indagine.

Mannino, processato con rito abbreviato davanti al gup di Marsala Riccardo Ricciardi, era indagato, con altre 16 persone, in due inchieste poi riunite in un processo.

I filoni d´inchiesta erano relativi uno a frode in commercio nel settore vinicolo, vendita di sostanze alimentari non genuine, appropriazione indebita, falso ideologico e truffa aggravata, l´altro per truffa ai danni dello Stato.

In particolare, secondo l´accusa, Mannino avrebbe indebitamente percepito un finanziamento pubblico concesso, nell´ambito del Patto Territoriale, per la realizzazione, a Pantelleria, di un nuovo impianto per la produzione di vini speciali (azienda Abraxas).

(Fonte: lasiciliaweb)