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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 676
TRAPANI - 09/08/2016
Sicilia - Si tratterebbe si un tunisino morto impiccato

Coppia sgozzata a Mazara: assassino morto suicida

Gli indizi raccolti si sono dimostrati fondamentali Foto Corrierediragusa.it

Risolto a distanza di tre giorni il giallo sul duplice omicidio della giovane coppia di Mazara del Vallo, sgozzata nell´androne della palazzina in cui abitavano a colpi di machete. Secondo la polizia di Trapani a uccidere Angelo Cannavò di 29 anni e la compagna Rita Decina (foto) di 28 anni, sarebbe stato un tunisino 34enne trovato ieri sera suicida a Marsala. Ben Saada Ouajidi è stato trovato, impiccato, nella sua abitazione in contrada Ranna, a Marsala, dagli uomini della squadra mobile e del commissariato di Mazara del Vallo, che erano sulle sue tracce dal giorno del duplice omicidio. I sospetti della polizia si erano concentrati sul tunisino dopo che, a casa della coppia, era stato rinvenuto un tablet la cui scheda Sim era a lui intestata. "La stessa vittima, Rita Decina, aveva cercato, poco prima di morire, di scrivere col sangue il nome dell´assassino, ma le lettere erano rimaste solo incomplete e abbozzate, probabilmente per il venir meno delle forze - spiegano gli investigatori - un altro elemento, che ha portato la polizia a Ben Saada Ouajidi, erano state le riprese di alcune telecamere di sorveglianza. I filmati acquisiti dagli investigatori fanno vedere la macchina del tunisino arrivare e allontanarsi dalla casa della coppia proprio nell´intervallo di tempo dell´omicidio". Secondo la ricostruzione degli investigatori, il movente potrebbe essere stato un debito di droga che il tunisino avrebbe contratto nei confronti di Angelo Cannavò, a casa del quale la polizia, il giorno del delitto, aveva rinvenuto diverse dosi di sostanze stupefacenti pronte per la vendita. Alla lite fra il tunisino e Cannavò avrebbe assistito Rita Decina, che è stata quindi uccisa in un secondo momento da Ben Saada Ouajidi, mentre cercava di fuggire per le scale. La donna ha cercato di difendersi con forza ma è stata colpita più volte. Il tablet del tunisino, rinvenuto a casa delle due vittime, era presumibilmente stato consegnato come pegno del debito di droga da saldare. Durante la perquisizione a casa dell´assassino, eseguita dalla Scientifica di Palermo, sono stati rinvenuti un grosso coltello compatibile con quello utilizzato per il duplice omicidio e gli abiti sporchi di sangue. Tracce di sangue sono presenti anche nell´auto del tunisino che è stata ritrovata dalla polizia. Ben Saada Ouajidi era regolarmente soggiornante in Italia da diciotto anni e il padre era italiano. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero di Marsala Giulia d´Alessandro, continuano "per definire tutti i contorni della tragica vicenda".

Palermo.repubblica.it