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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 631
TRAPANI - 02/02/2008
Sicilia - Vanno male Ragusa, Agrigento, Caltanisetta e Trapani

IMPRESE: UNIONCAMERE, LA SICILIA NON CRESCE +0,22%

In Sicilia si registrano 29.469 nuove iscrizioni, a fronte di 28.415 cessazioni, con un saldo di 1.054 unita’ Foto Corrierediragusa.it


PALERMO - Chiusura d´anno in difficolta´ per le imprese siciliane. E´ quanto emerge dai dati di Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sul Registro delle Imprese da Infocamere, la societa´ consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane.

Li ha resi noti il Presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace, che spiega: "Sono l´inasprimento fiscale e l´introduzione di nuove regole a determinare le cessazioni, soprattutto delle piccole imprese, quasi sempre individuali. La voglia d´impresa c´e´, come forma di auto-impiego, ma a questa vivacita´ non corrisponde una forza e una capacita´ di resistere alle esigenze di mercato: una crisi durissima che investe l´economia del Paese, che ha provocato anche un calo dei consumi.

E´ necessaria la riduzione della pressione fiscale e urgente un rilancio dell´economia puntando sulle nostre produzioni e sulle risorse ambientali e culturali e sul potenziamento delle infrastrutture". Enna e´ in testa alla classifica nazionale per tasso di crescita. Soffrono, invece, Ragusa, Caltanissetta, Trapani ed Agrigento.

A spiegare i dati e´ il Segretario Generale di Unioncamere Sicilia, Alessandro Alfano: "In Sicilia si registrano 29.469 nuove iscrizioni, a fronte di 28.415 cessazioni, con saldi di 1.054 unita´ e un tasso di crescita di appena lo 0,22%. Nel 2006 era stato dell´1,39. La Sicilia cresce poco anche rispetto al dato negativo nazionale (appena lo 0,75%), il piu´ basso degli ultimi cinque anni. Tuttavia - aggiunge - in questo complessivo quadro negativo, la Sicilia e´ la quinta regione, e si e´ quindi difesa dalla crisi che ha colpito l´economia italiana".

Nella graduatoria provinciale per saldo in valore assoluto, e´ Palermo la prima siciliana, ma ha un tasso di crescita dell´1,11%. Meglio nettamente Enna, che con il suo 3,44% ancora una volta conquista il record di crescita nazionale. Terza nella graduatoria per saldo in valore assoluto s Messina (tasso di crescita dello 0,50%), Siracusa (0,61), quindi Catania (0,10). Seguono con tassi di crescita negativi, Ragusa, Caltanissetta, Trapani e infine Agrigento (-1,26%).

"Pesa, sul quadro negativo, la riduzione delle imprese agricole - afferma Alfano - delle industrie manifatturiere e del commercio, ovvero di quei settori che registrano anche il maggior numero di imprese. Le cessazioni sono in crescita. Non si registravano dati del genere dal 1992-1993". "La selezione naturale - prosegue il Segretario generale - avviene per effetto di processi economici che colpiscono le imprese piu´ piccole e lontane geograficamente dal resto d´Europa, proprio come quelle siciliane.

Tuttavia, se il fenomeno della mortalita´ delle imprese e´ prevalentemente localizzato al sud, e´ anche vero che la Sicilia resiste al pari di regioni del centro-nord, che hanno tutte risentito della contingenza economica" A "salvare" la situazione intervengono ancora una volta le imprese artigiane: 6.149 iscrizioni e 5.847 cessazioni. "L´artigianato siciliano fa registrare un tasso di crescita dello 0,35%, mentre nel 2006 era stato appena dello 0,15%" prosegue Alfano. "Con le imprese artigiane la Sicilia e´ pero´ al dodicesimo posto, segno, questo, di come sia proprio l´intero sistema ad avere la maggiore resistenza".

A trainare l´economia sono anche i settori di servizi alle imprese, delle intermediazioni finanziarie e immobiliari, gli assicurativi, e le cosiddette imprese (individuali) non classificabili. L´industria del mattone tiene a Palermo, Trapani, Agrigento, Ragusa, Siracusa. Numeri piccoli, nel settore alberghi e ristoranti, che tirano timidamente a Enna, Caltanissetta, Messina, Palermo. Nell´ agricoltura in controtendenza e´ solo Enna con un boom di iscrizioni (881, contro 414 cessazioni).