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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 741
TRAPANI - 18/01/2008
Sicilia - Non si dimetterà dalla carica di Governatore

Cuffaro condannato a 5 anni

Il presidente della regione Sicilia era accusato di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio nel processo per le cosiddette ’talpe’ della Dda di Palermo. Il governatore era presente alla lettura della sentenza: ’’Mia figlia mi ha convinto a venire in aula’’

Foto Corrierediragusa.it

PALERMO - Salvatore Cuffaro non si dimetterà da governatore della Sicilia. Lo ha ribadito lui stesso subito dopo aver ascoltato dalla voce del giudice Vittorio Alcamo la sentenza che lo condanna a 5 anni per favoreggiamento semplice. "Domattina alle 8 - ha detto il presidente della Regione - sarò al mio tavolo di lavoro". Già da tempo il Governatore aveva annunciato che avrebbe lasciato la sua carica, e anche l´ormai trentennale attività politica (attualmente è vicesegretario nazionale dell´Udc), soltanto se fosse stato condannato per aver favorito la mafia. Tra le pene accessorie comminategli dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo, ci sono anche l´interdizione perpetua dai pubblici uffici e l´interdizione legale, che però non sono esecutive con la sentenza di primo grado.

"La sentenza conferma che non ho mai commesso atti tesi a favorire la mafia - ha detto Cuffaro, che ha ricevuto una telefonata di solidarietà da Francesco Cossiga -, vero e proprio cancro della Sicilia, che ho sempre combattuto con tutte le mie forze.

Tuttavia non posso nascondere lo stato di disagio davanti alla condanna, e annuncio che farò appello". Sulla scelta del governatore di andare avanti, si è già aperta la polemica. Il primo a sottolinearne l´inopportunità è stato il segretario regionale del Partito democratico, Francantonio Genovese. Indagato nel giugno del 2003, due anni dopo la sua prima elezione a palazzo d´Orleans, Cuffaro è stato rieletto presidente della Regione il 28 maggio 2006, nel pieno del processo alle cosiddette Talpe alla Dda di Palermo, che lo vedeva coinvolto con altre 12 persone. L´uomo forte dell´Udc in Sicilia vinse battendo il candidato del centrosinistra Rita Borsellino. Cinque anni prima aveva sconfitto, con un risultato ancora più clamoroso, Leoluca Orlando.

Nel 2003, dopo aver ricevuto l´avviso di garanzia, l´Assemblea regionale siciliana, convocata per l´occasione, diede fiducia a Cuffaro, che chiedeva ai 90 parlamentari dell´Ars se aveva ancora il loro sostegno per andare avanti. Adesso alla Regione si apre una nuova fase e sembra imminente un rimpasto di governo, che tra i 12 assessori vede quasi la metà di tecnici. Intanto, il rapporto con i suoi alleati ha avuto qualche momento di tensione, come è accaduto prima di Natale, quando il presidente dell´Assemblea regionale, Gianfranco Micciché (FI), nel corso di un dibattito affermò di non attribuire colpe a Cuffaro ma al metodo che è stato chiamato "cuffarismo".

CASINI, SEMPRE SAPUTO CUFFARO NO COLLUSO - "Da sempre sappiamo che Cuffaro non é colluso con la mafia. Ora lo ha certificato anche un tribunale della Repubblica. Sono certo che in appello cadranno anche le altre imputazioni". Lo ha detto stasera a Terni il leader dell´Udc Pier Ferdinando Casini commentando la sentenza a carico del presidente della Regione Sicilia. Nella città umbra l´ex presidente della Camera sta partecipando a un incontro pubblico del suo partito.