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TRAPANI - 03/01/2008
Sicilia - Visita dei familiari nel penitenziario campano

Contrada, l´avvocato Lipera: ´´Sta molto male´´

Consegnata la perizia di parte del professore Torri: ’’Rischia nuovi problemi di ischemia. Non può restare in stato di detenzione’’ . Presentata istanza di scarcerazione
Foto Corrierediragusa.it

Palermo - Bruno Contrada (nella foto) sta molto male. Ho appena sentito i suoi fratelli che sono andati a trovarlo in carcere a Santa Maria Capua Vetere´´. Lo ha detto l´avvocato Giuseppe Lipera, legale dell´ex funzionario del Sisde che sta scontando una pena a dieci anni di carcere per mafia. ´´Il dottore Contrada -ha detto ancora il penalista- mi ha anche fatto sapere che alle 18 mi vuole parlare al telefono´´. Oggi Contrada ha ricevuto la visita dei fratelli Vittorio e Ida e del cognato Giancarlo Tirri, generale a riposo. La visita è durata circa un´ora. Il legale ha presentato oggi una nuova istanza di scarcerazione o, in alternativa, la detenzione domiciliare

L´allarme dato dal legale segue la consegna avvenuta stamani della perizia di parte eseguita dal professor Carlo Torre, docente di Medicina legale dell´Università di Torino, e che è stata consegnata in mattinata allo stesso avvocato. Per il professore Torre esiste il "grave rischio" di "nuovi fatti ischemici cerebrali", per questo le sue condizioni di salute "non sono compatibili con la detenzione in carcere". .

Torre nella sua consulenza ribadisce poi che Contrada "è depresso" e che "non può restare in carcere". In particolare il prof. Carlo Torre ha esaminato le relazioni mediche compilate dal dottor Francesco Cariello, ufficiale medico presso il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, dove Contrada sta scontando la pena per concorso esterno in associazione mafiosa. Le relazioni vanno dal 31 ottobre 2007 al 27 dicembre 2007. "Il contenuto delle relazioni mediche -ha scritto Torre nella consulenza- illustra bene la natura delle numerose e gravi malattie da cui e´ affetto Bruno Contrada. Consente, soprattutto, di comprendere chiaramente la portata della negativa influenza del regime carcerario sulle sue condizioni di salute". Secondo Torre, chiunque legga le relazioni "percepisce immediatamente quanto le patologie accertate destino allarme nei sanitari che si occupano di lui a fini di cura´´.

Parlando poi del provvedimento del magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere che, nei giorni scorsi aveva rigettato una prima richiesta di scarcerazione, il medico legale sottolinea: "Eppure l´esistenza di un palese rapporto causale tra i due fenomeni, cioé carcerazione e malattia, è sotto i suoi occhi. Né è necessario essere medici per percepirlo. Si tratta del progressivo dimagrimento del detenuto dall´inizio della carcerazione". Torre ha quindi ricordato la perdita di peso ma anche il "deficit visivo", dovuto ad ictus cerebrale e la "perdita di forza muscolare", ricordando che "esiste alto rischio di nuovo ictus" e che anche il suo cuore "è esposto agli stessi rischi del suo cervello". "Non può il magistrato non avere realizzato -ha detto il medico legale- che Bruno Contrada in cinque mesi ha perduto 11 chili di peso, come segnalato nella relazione medica dell´ottobre 2007. E nella relazione del 21 dicembre si segnala che la perdita di peso è di 14 chili".

Ieri sera Bruno Contrada ha fatto ritorno nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dall´ospedale Cardarelli di Napoli dove era stato ricoverato, nel reparto detenuti, su disposizione della magistratura per eseguire esami clinici. E´ stato lo stesso Contrada a chiedere di lasciare l´ospedale in anticipo e di tornare in carcere perché, a suo dire, veniva "trattato come Riina o Provenzano".