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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 591
TRAPANI - 31/12/2007
Sicilia - -----------------------------------------------------

Messaggio di fine anno del presidente della Regione Salvatore Cuffaro

-------------------------------------------------- Foto Corrierediragusa.it

Care siciliane e cari siciliani,

Abbiamo appena vissuto, insieme alle nostre famiglie, il Natale: fonte di speranza per la nascita di un Bambino, la cui presenza ci interpella tutti sulla vera origine del bene e della pace. Quest’esperienza ci offre le ragioni più solide per alimentare quell’impegno, carico di certezza e trepidazione, cui il nuovo anno ci chiama.
E’ proprio il Natale che ci ricorda e che ci chiede attenzione verso quanti vivono nella povertà, nella solitudine e nel disagio.
I siciliani vivono un sincero e diffuso slancio di solidarietà verso chi ha più bisogno; le nostre città e i nostri paesi sono animati da molteplici forme d’impegno, di matrice laica oltre che cristiana, a favore dei più deboli. Penso a chi dona gli organi, a chi cura gli anziani in famiglia, a chi si impegna nel volontariato culturale ed ambientale, a chi vive a fianco dei disabili. E’ questa spinta ideale ad aver dato vita ai molteplici interventi in favore delle vecchie e nuove povertà.
Iniziative non sempre conosciute, che sono la trama più profonda della nostra compagine sociale. Tutte le Istituzioni, non solo quella regionale, sono chiamate a promuovere e sostenere queste attività. Per molti dei nostri giovani si sono aperte, in quest’anno, nuove opportunità di lavoro e d’impresa, che hanno saputo cogliere attraverso la loro iniziativa, senza attendere soluzioni dall’alto. Tuttavia, quello che abbiamo fatto non è sufficiente. Esiste, infatti, un ritardo di molti decenni, che è difficile pensare di colmare in pochi anni.
Sappiamo, però, che l’entusiasmo dei giovani per la costruzione del proprio futuro costituisce il primo e più importante fattore sul quale puntare, per la crescita di un sistema sociale e produttivo. E’ necessario assecondare e coltivare questo entusiasmo con un’adeguata azione educativa e formativa. Vogliamo rinnovare l’impegno affinché quanti più giovani siciliani possano lavorare nella terra in cui sono nati e cresciuti.
Proprio i giovani potranno puntare per i loro progetti sulle risorse europee che in questi anni la Sicilia ha mostrato di sapere interamente utilizzare.
Adesso siamo pronti ad impiegare anche quelle che ci verranno dall’Europa per gli anni 2007-2013. La sfida che intendiamo raccogliere è quella di spenderei bene e con la massima trasparenza.
Possiamo contare, inoltre, sulla capacità di accoglienza che la nostra gente ha sempre saputo esprimere verso chi vive il dramma dell’emigrazione, che nel passato è stato anche il nostro.
In questi anni abbiamo dimostrato non solo di saper accogliere, ma anche di saper gestire percorsi di reale integrazione.
Proprio perché pienamente consapevoli della nostra identità abbiamo saputo mettere in campo strumenti, che intendiamo ora rafforzare, per garantire possibilità di vita e di futuro a tanti che, col loro lavoro, costituiscono, oggi, una componente irrinunciabile della nostra economia.
La stabilità economica è legata a quella sociale, di cui la famiglia è il cardine naturale. Siamo tutti chiamati, soprattutto noi che viviamo responsabilità politiche, ad impegnarci per custodirla, tutelarla, e promuoverla.
La famiglia naturale è un bene troppo grande e per questo intendiamo rinnovare il nostro impegno per salvaguardarne le funzioni primarie, prime fra tutte la tutela della vita, sin dal concepimento, l’educazione dei figli, la valorizzazione della convivenza con gli anziani. L’abbiamo fatto con una legge specifica, che deve comunque essere migliorata.
Nel contrasto alla mafia si è aperta una nuova stagione di successi. Vorrei ringraziare, a nome di tutti, la magistratura e le forze dell’ordine, verso le quali rinnovo l’impegno di tutte le Istituzioni regionali. Ma per vincere la mafia è necessaria una nuova forte presa di coscienza e affermazione della cultura della legalità da parte di tutta la società. Una tensione che è testimoniata oggi da quanti contribuiscono a questa battaglia: imprenditori, commercianti, singoli cittadini.
Tale fase, assai favorevole, richiede il contributo continuo e determinato di ciascuno di noi e delle Istituzioni, nella riaffermata certezza che solo un’azione corale potrà avere ragione della devastante presenza mafiosa presente tra noi.
Desidero, infine, richiamare l’indispensabile bene della pace. In troppe nazioni essa stenta ad affermarsi.

Gli sforzi non sembrano sufficienti. La storia della nostra regione indica una possibilità diversa, che ancora oggi può essere colta nella sua attualità. Benedetto XVI ci ha ricordato nella sua ultima Enciclica che l’uomo «ha bisogno di una speranza che vada oltre» e nel Messaggio per la Giornata della pace del 2008 che «la famiglia è la prima e insostituibile educatrice alla pace».
Unendomi a questo appello di speranza e di pace, rinnovo a tutte le famiglie gli auguri per il nuovo anno.

Salvatore Cuffaro