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TRAPANI - 28/12/2007
Sicilia - Confermata l’udienza del 10 gennaio

Contrada trasferito in Ospedale

Il Tribunale di sorveglianza di Napoli dovrà trattare la richiesta di scarcerazione, per motivi di salute, dell’ex funzionario del Sisde. Il suo legale: ’’Un segnale che fa ben sperare’’. Foto Corrierediragusa.it

Palermo - Bruno Contrada è stato trasferito nell´ ospedale Cardarelli di Napoli su disposizione del giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere per motivi di salute. L´ ex funzionario del Sisde è piantonato dai carabinieri. Lo ha reso noto il suo legale, l´ avvocato Giuseppe Lipera.

E´ stata anticipata dal 24 al 10 gennaio l´udienza in cui il tribunale di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere deciderà sulla richiesta di scarcerazione per motivi di salute di Bruno Contrada, l´ex funzionario del Sisde, detenuto nel carcere militare casertano per scontare una condanna a dieci anni per concorso in associazione mafiosa. Dopo giorni di appelli dei legali dell´ex funzionario di polizia, preoccupati per il peggiorare dello stato di salute di Contrada, e di accese polemiche sull´eventuale concessione della grazia al detenuto, dunque, i giudici campani hanno deciso di trattare con estrema celerità la vicenda. A comunicarlo è uno dei difensori, l´avvocato Giuseppe Lipera.

"Il provvedimento - spiega - è stato emesso dal presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli, Angelica Di Giovanni, che ha così accolto la mia richiesta di anticipazione di udienza concernente il procedimento di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare". Ma la decisione dei giudici non placa le polemiche. Lipera precisa di avere solo rivolto al Presidente della Repubblica una accorata "supplica" affinché prendesse in considerazione la possibilità di concedere la grazia, sussistendone i presupposti, anche in assenza di una specifica domanda da parte del condannato. "Contrada - spiega - proclamandosi da sempre del tutto innocente e condannato ingiustamente, non ha mai inteso, e mai lo farà, intraprendere alcuna ´scorciatoia´ per sfuggire il suo iniquo giudicato".

A ribadire il no al provvedimento di clemenza sono le associazioni come Città Futura, che invoca "una giustizia che sia veramente uguale per tutti", e l´associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili che va oltre ed esprime un forte dissenso anche verso "ogni forma di differimento della pena che non preveda il rientro in carcere ad avvenuta guarigione". "I motivi di salute - afferma il vicepresidente Giovanna Maggiani Chelli - sono troppo spesso la giustificazione addotta per richieste di scarcerazione".

L´Associazione esprime, inoltre, "il terribile dubbio che si stia giocando una partita tutta in favore della mafia terrorista eversiva detenuta per le stragi del 1993". E contro la grazie interviene nuovamente Rita Borsellino, parlamentare regionale e sorella di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. "Nel rispetto delle prerogative del Presidente e dell´iter istituzionale, - dice - resto convinta che concedere la grazia a chi è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa rappresenta un precedente pericoloso per il nostro Paese". Ma Contrada dal carcere casertano non entra nel merito della vicenda e affida il proprio sfogo ad un familiare. "La mia dignità di uomo e di servitore dello Stato - dice - vale più della mia libertà e non permetto a nessuno di distruggerla a costo della mia stessa vita".