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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 659
TRAPANI - 26/12/2007
Sicilia - Situazione abbondantemente sotto controllo

Non c´è allarme per i casi di meningite in Sicilia

Non esistono preoccupazioni di alcun tipo, ne’ evidenze epidemiologiche che possano destare particolare allarme Foto Corrierediragusa.it

Palermo - I due casi di meningite registrati in Sicilia negli ultimi giorni sono tali da non dover destare alcun allarme nella popolazione". Lo ha detto Saverio Ciriminna, dirigente generale dell´Ispettorato sanitario della Regione siciliana. "Si precisa subito - continua Ciriminna - che non vi e´ nessun collegamento con quanto avvenuto in Veneto perche´ si tratta di due ceppi di meningococco differenti".

"Il meningococco e lo pneumococco - prosegue il dirigente generale - sono germi presenti normalmente nelle prime vie respiratorie di una buona quota di soggetti, detti portatori sani (fra il 10 e il 15 per cento della popolazione), senza che questi manifestino alcun sintomo o problema. La maggioranza delle persone, quindi, non sviluppa la malattia e solo in casi rari il meningococco supera le difese dell´organismo provocando la meningite.

Cio´ avviene soprattutto durante il periodo invernale a causa della concomitanza di piu´ fattori". "In Sicilia - continua Ciriminna - grazie alla vaccinazione estensiva della popolazione infantile, dei soggetti a rischio e degli anziani, rispetto ai casi normalmente attesi, se ne registrano appena un terzo. Gli eventi comunicati oggi rientrano nella normale casistica annuale. Il decesso avvenuto a Catania, inoltre, e´ dovuto a un batterio di origine africana contratto in maniera atipica. E´ dunque estremamente difficile una replica dell´evento.

Nei casi odierni la reazione dei servizi di sanita´ pubblica e´ stata comunque appropriata e tempestiva, seguendo le linee guida nazionali ed internazionali". "E´ dunque opportuno - conclude Ciriminna - tranquillizzare la popolazione. Ad oggi in Sicilia non esistono preoccupazioni di alcun tipo, ne´ evidenze epidemiologiche che possano destare particolare allarme". 26-Dic-