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TRAPANI - 26/12/2007
Sicilia - Opinioni divergenti sul caso dell’ex poliziotto che si è sempre dichiarato un servitore dello stato

Contrada: Napolitano risponde al coro di no per la grazia

Il Guardasigilli Mastella risponderà velocemente alle richieste del Presidente della Repubblica Foto Corrierediragusa.it

Palermo - Coro di no alla proposta di grazia per Buno Contrada. Oggi con una nota è intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che afferma seccamente: "A proposito dell´intensificarsi di dichiarazioni e di appelli in merito al ´caso Contrada´ si fa notare che il Presidente della Repubblica ha ben presente, di fronte a qualsiasi domanda di grazia, tutte le ragioni da prendere in considerazione, quanto stabilito dalla Corte Costituzionale e le procedure da rispettare. Qualsiasi provvedimento in materia di differimento della pena, basato sulla gravità delle condizioni di salute dei condannati che stiano scontandola in carcere, è - com´è noto - di esclusiva competenza della Magistratura di sorveglianza".

Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato calabrese ucciso dalla mafia nel 1991 e primo titolare della pubblica accusa in Cassazione del maxi-processo a Cosa Nostra, dice no alla grazia a Bruno Contrada aderendo alle posizioni di Rita Borsellino ed Elisabetta Caponnetto. "Vabbè che a Natale siamo tutti più buoni - dice Rosanna Scopelliti - ma non dimentichiamo, e noi familiari di vittime della mafia non lo dimentichiamo, che, come giustamente già osservato da Rita Borsellino, Contrada è stato condannato per gravi reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per il quale mio padre ed altri magistrati e uomini delle istituzioni hanno pagato con la vita".

"La pietà umana nei confronti dello stato di salute di Contrada - afferma ancora la figlia di Scopelliti - deve sapersi coniugare con la certezza dell´espiazione della pena, visto che in questo Paese la sola certezza della pena, tra un indulto, una prescrizione ed un patteggiamento, non è garantita appieno. Confido nel buon senso del Capo dello Stato".

"Come Rita Borsellino anche noi chiederemo un incontro al capo dello Stato in merito alla concessione di Grazia a Bruno Contrada". ? quanto afferma in una nota l´Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili. "? importante da parte delle massime Istituzioni - spiega l´Associazione - ascoltare la voce di chi come noi ha pagato un prezzo incredibile, perchè servitori dello Stato hanno tradito questo Paese. Ma soprattutto perchè si sappia fino in fondo, che la mafia in carcere condannata per le stragi del 1993 sta giocando una partita per lei molto importante a suon di ricatti".

L´eventuale concessione della Grazia a Bruno Contrada incontra le critiche della fondazione "Caponnetto". "Il messaggio che verrebbe mandato al Paese nella lotta contro la mafia - afferma in una nota diffusa a Firenze Elisabetta Caponnetto, presidente ad honorem della Fondazione - sarebbe, a mio modesto avviso, deleterio in quanto farebbe apparire lo Stato debole soprattutto nel non difendere la memoria di coloro che per servirlo sono stati uccisi".

"Si pensi a Falcone, Borsellino e ai tanti giudici e agli esponenti delle forze dell´ordine uccisi dalla mafia - continua la Caponnetto -. Si pensi alle stragi del ´93. Si pensi ai tantissimi cittadini e ai giornalisti uccisi dalla mafia, nel corso degli anni. Tale atto di clemenza vanificherebbe il loro impegno, la loro onestà. Tale atto di clemenza - conclude la nota della Fondazione - renderà sempre più difficile educare alla legalità ed al senso dello Stato gli studenti delle scuole italiane che regolarmente incontro".

I sette fratelli di Bruno Contrada si dicono "rattristati dal sentire affermazioni crudeli" da parte "della signora Rita Borsellino", della quale "rispettano il dolore" e alla quale chiedono "rispetto per le sofferenze subite per 15 anni" da un uomo "condannato ingiustamente" e per il quale è stato avviato l´iter per la grazia, ipotesi ritenuta "grave" dalla sorella del magistrato. "Ma le discussioni sulla condanna sono ultronee - affermano Elisa, Romano, Vittorio, Maria Rosaria, Carlo, Ida e Anna Contrada - nostro fratello sta male davvero ed ha settantasei anni e mezzo e potrebbe morire in qualsiasi momento e la signora Rita Borsellino, che è farmacista, questo lo dovrebbe capire meglio di chiunque".

"Abbiamo sentito le dichiarazioni della signora Rita Borsellino di cui rispettiamo il dolore sempre condiviso unitamente a tutti gli italiani - affermano i fratelli Contrada - ma ci rattrista profondamente sentire affermazioni crudeli e gravi nei confronti di nostro fratello Bruno, della cui innocenza o colpevolezza non stiamo qui a discutere, anche se siamo sicuri che un giorno la vera giustizia ristabilirà la verità sulla sua vicenda giudiziaria".

"Mi sono limitato ad una duplice presa d´atto". Ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella, conversando con alcuni giornalisti. "In primo luogo - spiega il Guardasigilli - ho accertato l´esistenza di un procedimento di differimento pena per motivi di salute, avviato davanti alla magistratura di sorveglianza dallo stesso interessato. Ho ricevuto la richiesta del Capo dello Stato, originata dalla supplica del difensore di Contrada, di procedere all´istruttoria di rito ai fini della decisione presidenziale in materia di grazia. Richiesta a cui ho dato doverosamente, immediatamente corso - conclude Mastella - .Come sempre valuterò la situazione e formulerò il parere previsto dalla legge sulla base degli elementi che mi verranno trasmessi ad esito dell´istruttoria stessa".