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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 628
SIRACUSA - 29/06/2016
Sicilia - E cresce la preoccupazione per il numero crescente di migranti in Egitto

Naufragio 2015, recuperato il relitto

I particolari dell’operazione saranno resi noti domani Foto Corrierediragusa.it

E´ stato recuperato il relitto del peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015, nel naufragio in cui morirono circa 700 migranti, considerata la più grande tragedia nel Mediterraneo fra i viaggi della speranza, a largo della costa della Libia. Il barcone è stato agganciato due giorni fa. E stato sollevato dal fondale con il modulo di recupero presente sulla nave Ievoli Ivory. In zona è presente nave San Giorgio della Marina Militare, che sta fornendo la protezione a tutto il dispositivo navale, è imbarcata oltre al personale del Gruppo Operativo Subacquei della Marina, una squadra di Vigili del Fuoco che ha il compito di effettuare i primi rilievi sul relitto e anticipare le informazioni utili alle squadre pronte a terra. Il relitto sarà trasportato nella rada di Augusta dalla nave Ievoli Ivory, e sarà collocato all´interno di una tensostruttura refrigerata, lunga 30 metri, larga 20 e alta 10, dove inizieranno le operazioni di recupero delle salme dal relitto.

Il recupero delle salme dal relitto avverrà ad Augusta da parte del personale del corpo nazionale dei Vigili del fuoco e successivamente dal personale del corpo militare della Croce rossa italiana. I corpi saranno esaminati da esperti sanitari di varie università coordinati dalla dottoressa Cattaneo del laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (Labanof) del dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche di Medicina legale dell´università di Milano, allo scopo di acquisire informazioni utili a creare un network a livello europeo che permetta di risalire all´identità dei corpi attraverso l´ incrocio dei dati. L´attività disposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è resa possibile grazie alla sinergia tra i ministeri della Difesa, dell´Interno, della Salute, dell´Istruzione dell´università e della ricerca, dal Commissario Straordinario per le persone scomparse, dalla prefettura di Siracusa e dalla Procura distrettuale Catania e vede il coinvolgimento a terra di circa 150 persone al giorno tra cui personale della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, dell´Ufficio di sanità marittima, area e di frontiera (Usmaf), dell´Azienda sanitaria provinciale (Asp), Agenzia della dogana, oltre alle Autorità ed Enti Locali.

ALLARME ESODO MIGRANTI DALL´EGITTO ALL´EUROPA
Martedì il capo dell´agenzia di frontiera dell´Unione europea ha espresso preoccupazione per il numero crescente di migranti in Egitto come punto di partenza per il loro pericoloso viaggio in mare verso l´Europa. I trafficanti, subito dopo la chiusura dell´accordo Ue-Turchia, si sono messi alla ricerca di rotte alternative, perché la domanda dei profughi che voglio raggiungere l´Europa resta altissima", ha dichiarato il capo Frontex Fabrice Leggeri in un´intervista ai tedeschi del Funke Mediengruppe. "L´esplosione della rotta mediterranea era prevedibile. Secondo le prime ipotesi, i siriani partono dalla Turchia dove sono 2 milioni e 700 mila, dal Libano un milione e 48 mila, dalla Giordania 642 mila e dalla stessa Siria. Evitano Israele, dove resta impossibile passare, entrano in Giordania via terra, si imbarcano sul Mar Rosso e arrivano in Egitto, nel Sinai. Poi dall´Egitto, partono per l´Italia. Una rotta via mare ben più lunga di quella dalla Libia e assai più pericolosa. "Il percorso sta guadagnando popolarità. La traversata è estremamente pericolosa, il viaggio dura spesso più di 10 giorni", ha inoltre spiegato Leggeri, aggiungendo che ci sono stati "poche navi su questa rotta che potrebbero salvare i migranti dalle barche che potrebbero affondare". Diversi porti nordafricani, compresi quelli libici, stanno guadagnando popolarità come punti di partenza, con l´Italia che risulta come destinazione chiave. "La via del Mediterraneo centrale non è mai stata così popolare", ha detto Leggeri. Esiste poi un secondo problema che riguarda, l´arrivo dei cittadini egiziani. I numeri sino allo scorso anno sono stati molto bassi ma negli ultimi mesi si sta registrando un incremento che preoccupa le Ong che monitorano i flussi. Dall’egitto infatti non partono gommoni, che salpano dalla Libia, ma imbarcazioni molto grandi con diverse centinaia di migranti l’una. Le indagini italiane hanno inoltre dimostrato la «forza» dei trafficanti egiziani: dispongono di camion per trasferire i migranti e basi lungo la costa dove nasconderli, di una rete di basisti in Italia a cui fornire anche assistenza legale in caso di problemi, soprattutto di «navi madre».

"Le notizie di oggi - commenta Giovanni D´Agata - presidente dello «Sportello dei Diritti», rappresentano un fronte nuovo e delicato che potrebbe rendere molto calda l´estate dell´immigrazione italiana. Nei primi giorni di giugno Adrian Edwards, portavoce dell´Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, ha confermato in una riunione a Ginevra che dall´inizio del 2014 ad oggi sono morti 10 mila migranti mentre tentavano di attraversare il mar Mediterraneo. Solo nel 2016 - conclude D´Agata - le vittime sono state 2 mila 809, mentre il tratto più pericoloso è stato quello tra la Libia e l´Italia". La previsione dell´ondata migratoria, secondo il capo Frontex Fabrice Leggeri, rischia di essere ben peggiore di quanto preventivato con un aumento fra le 13 e le 14 volte in più rispetto ai migranti dalla Turchia alla Grecia.

ARRESTATI 3 SCAFISTI A POZZALLO
Due nigeriani ed un gambiano sono stati arrestati perché ritenuti essere gli scafisti di due dei quattro gommoni che trasportavano complessivamente 375 migranti (290 uomini, 44 donne, e 40 minorenni non accompagnati soccorsi e fatti sbarcare martedì scorso a Pozzallo. I fermati sono Godwen Aba e Bright Edorisiagbon, entrambi 32enni nigeriani, e Saidou Jawo, di 19 anni. I due nigeriani sarebbero stati alla guida di un natante con a bordo 118 connazionali. Gli investigatori sono risaliti ai tre dopo aver sentito i migranti. Dalle indagini è emerso che i due nigeriani si erano accordati così con il libici per partire tutti insieme. Uno di loro aveva tentato di entrare clandestinamente in Italia pochi mesi addietro ed era stato espulso. Il gambiano avrebbe condotto un secondo gommone con a bordo 123 migranti.