Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 601
SIRACUSA - 04/04/2016
Sicilia - Il fragore del caso non accenna a diminuire

PmiSicilia contro "Gli affari di pochi"

Biscotto e Terenghi affermano: "Quanto sta venendo fuori è la conferma di un sodalizio di potere senza scrupoli" Foto Corrierediragusa.it

Il fragore dell´inchiesta della Procura di Potenza sull´affaire che ha portato alle dimissioni del ministro dello sviluppo economico Federica Guidi (foto) irrompe in Sicilia con la potenza di una tempesta perché coinvolge in pieno Confindustria Sicilia. A tratteggiarne lo scenario di piena "Crisi morale e di indirizzo" è la Presidenza di PmiSicilia che, in una nota congiunta del Presidente Roberto Biscotto e del Vice Presidente vicario Umberto Terenghi, stigmatizza la "Surreale ma tragica esplosione di un sistema che garantisce gli affari di pochi, uccidendo ogni principio di legalità e di libera concorrenza". L’indagine della procura di Potenza riguarda la costruzione di una serie di infrastrutture per trasportare petrolio dal nuovo giacimento «Tempa Rossa», in Basilicata, fino al porto di Taranto, in Puglia. Secondo la procura, il compagno del ministro Guidi avrebbe sfruttato la sua relazione per ottenere alcune consulenze dalle società che dovranno costruire le infrastrutture necessarie per il funzionamento di «Tempa Rossa». Il ministro non è indagata e la procura accusa soltanto il compagno di «millantato credito», cioè di aver utilizzato la sua relazione con il ministro per favorire i suoi affari. La vicenda porta dritta fino ad Augusta, dove sorge il polo petrolchimico, e le indagini proseguono a ritmo serrato quindi anche in Sicilia. Ricordando i più recenti casi di inchieste giudiziarie che vedono coinvolti in Sicilia imprenditori di primissimo piano, Biscotto e Terenghi affermano: "Quanto sta venendo fuori è la conferma di un sodalizio di potere senza scrupoli, spesso camuffato da agnello, ma dalla fame da lupo. Questa vicenda, dalla radice siracusana ma con fronde assai più larghe, è un altro, l´ennesimo pugno in faccia assestato a chi fa impresa sul serio, rispettando le leggi e superando mille ostacoli. La politica nazionale così facendo continua a creare dei falsi imprenditori che riescono a mandare avanti le proprie aziende solo con gli aiuti politici senza i quali non riescono a stare sul mercato. Noi – concludono il presidente ed il vice presidente vicario di pmiSicilia - rappresentiamo questo mondo di imprese, piccole ma reali e auspichiamo che la sana politica e la magistratura riescano a tranciare questi rapporti con chi rappresenta se stesso e non l’interesse generale delle associazioni di impresa di appartenenza».