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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 975
RAGUSA - 11/07/2010
Sicilia - Siracusa: il convegno al castello Maniace

Il Federalismo occasione di sviluppo anche per il Sud

Il ministro Prestigiacomo ha fatto gli onori di casa. Presenti tra gli altri anche i ministri Frattini, Gelmini e Carfagna

Il federalismo è un´occasione di sviluppo anche per il Sud e non un mezzo per accrescere il divario tra le regioni e condannare il Meridione all´arretratezza da cui sin qui non è riuscito a tirarsi fuori.

È per spiegare questo concetto che sabato a Siracusa, nel suggestivo scenario del castello Maniace, la fondazione "Liberamente" ha organizzato un convegno al quale hanno partecipato quattro ministri. Col ministro dell´Ambiente Stefania Prestigiacomo, che da siracusana ha fatto gli onori di casa, hanno preso parte ai lavori il ministro degli Esteri Franco Frattini e quello dell´istruzione Mariastella Gelmini, che compongono il comitato di presidenza della fondazione "Liberamente", e il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna.

Alla Prestigiacomo è stata affidata l´apertura dei lavori. E lei ha spiegato subito che il federalismo è soprattutto una grande opportunità per il cittadino che potrà valutare i servizi che gli vengono forniti e giudicare il lavoro di chi guida le pubbliche amministrazioni. «Per anni – ha aggiunto - il federalismo è stato accompagnato da una propaganda della Lega Nord che lo ha presentato in chiave anti-meridionalista. Bene, è questo che bisogna spiegare qui al Sud, e cioè che la riforma dello Stato in senso federalista non creeà un divario tra le regioni ma le metterà in competizione. E questa competizione virtuosa sarà una grande opportunità per migliorarsi e crescere».

Ma il ministro ha anche ammonito: «La riforma può essere attuata solo con la giusta flessibilità». In altre parole, non può essere calata dall´alto e non tenere conto di alcuni fattori strutturali delle varie aree. «Si può fare il salto di qualità – ha aggiunto la Prestigiacomo - solo se parte il Sud. Ma se il Sud resta al palo continuerà a essere zavorra, elemento frenante per la crescita di tutto il sistema Italia. Oggi il federalismo cambia in maniera radicale la prospettiva dei rapporti fra lo Stato e le Regioni del Mezzogiorno. L´esigenza di sviluppo del Sud, che è questione nazionale, fa si che il federalismo possa essere l´occasione, la grande occasione per il Sud».

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha spiegato in quale prospettiva è stata concepita la riforma federalista. «Tutta l´Italia – ha detto - partecipa a un grande disegno europeo. Non ci sono un Sud e un Nord che perseguono proprie strategie. Senza la Sicilia, senza il Sud non può esserci un Paese che si consolida dentro la grande scena euromediterranea. Il federalismo non deve e non può spaccare in due l´Italia. È una grande occasione per il Mezzogiorno. Qui specialmente le prospettive europee che si aprono porteranno sviluppo, piani di investimento e azioni sinergiche di cui il Sud potrà approfittare».

Un concetto è stato più volte ripetuto: Liberamente non rappresenta una corrente del Popolo della Libertà. È solo un´organizzazione di tipo culturale. «Ha l´obiettivo – ha spiegato Il ministro Mariastella Gelmini - di aprire il mondo della politica ai giovani e alla società civile, soprattutto alle nuove generazioni che si riconoscono in Berlusconi e nella politica del fare. Quindi "Liberamente" non nasce affatto per dividere e Berlusconi, che conosce l´iniziativa, l´approva».

Per il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna «il federalismo servirà ad affrontare i grandi mali del Mezzogiorno, come la corruzione, il clientelismo e il malaffare che si annidano all´interno delle amministrazioni locali. I cittadini avranno la possibilità di controllare direttamente come i soldi vengono spesi e selezionare la classe dirigente più capace».

I lavori, dopo l´intervento del ministro Prestigiacomo, si sono sviluppati con tre tavole rotonde per affrontare tre diversi temi a cui è legato lo sviluppo nel Meridione: una nuova politica euromediterranea, la legalità, i fondi europei.

Per l´assessore regionale all´agricoltura Giambattista Bufardeci «la Sicilia ha bisogno di grandi infrastrutture portuali, autostradali e ferroviari, per ritornare a essere baricentrica e attrarre quel terzo del commercio mondiale che transita attraverso il Mediterraneo, toccando i canali di Suez e Gibilterra. Traffici che, purtroppo, la Sicilia non intercetta. Se non torniamo protagonisti in quella parte d´Europa e di Mediterraneo che da anni ci vede assenti a gestire il mare nostrum saranno i Paesi del Golfo, gli orientali, gli asiatici».

Sui fondi europei, il sottosegretario Gianfranco Miccichè a proposito delle accuse di Tremonti al Sud di non esseer nemmeno capace di spenderli il sottosegretario Gianfranco Miccichè ha detto: «Saremo cialtroni su mille altre cose, ma sui fondi strutturali non è così e Giulio Tremonti lo sa bene. Tremonti, che io adoro e al quale voglio bene, ci disistima, ma spero di fargli cambiare idea».

Micciché ha poi aggiunto che «i fondi strutturali non sono finanziamenti ma un rimborso e quindi se prima non spendiamo non possiamo presentare i rendiconti a Bruxelles. Pertanto - ha concluso - la responsabilità è soltanto di Roma: avendoci tolto i fas i fondi strutturali sono tutti persi».

Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della Camera ha sottolineato la vocazione meridionalista del governo Berlusconi che «ha fatto per il Sud più di chiunque altro». Cosa, questa, che – ha aggiunto - «sanno bene i cittadini» che non dovranno però avere «neppure l´impressione che, tra di noi, ci sia la tentazione di tornare alla politica delle correnti, degli scontri, delle fazioni interne, che tanto ha danneggiato il Mezzogiorno».

Fonte: Santino Calisti - Gazzetta del Sud