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RAGUSA - 22/12/2009
Sicilia - Approvato l’aumento di capitale per l’importo complessivo di 900 milioni di euro

Ok all´aumento di capitale per lo stretto di Messina

Nel frattempo, però, arriva un parere negativo sull’inizio dei lavori

Al via l´aumento di capitale per la Stretto di Messina. L´assemblea ordinaria e straordinaria della società, riunitasi oggi, ha approvato l´aumento di capitale per l´importo complessivo di 900 milioni di euro. La ricapitalizzazione arriva alla vigilia del via ai lavori (domani a Cannitello) per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

Nel frattempo, però, arriva un parere negativo sull´inizio dei lavori. "Riteniamo non possa avviarsi alcuna attività relativa allo ´stralcio binario´ della Variante di Cannitello compreso l´affidamento dei lavori; a meno di non incorrere in abusi palesi", dice Alberto Ziparo, docente dell´Università di Firenze e coordinatore degli studi di impatto sul progetto del ponte sullo Stretto, commentando l´avvio del primo cantiere a Cannitello di Villa San Giovanni per lo spostamento della linea ferroviaria tirrenica, previsto per domani.

"Le aree interessate dal ´progetto stralcio´ e gli elaborati stessi - afferma Ziparo - sono tuttora sottoposti a verifica di ottemperanza delle prescrizioni Cipe che durerà fino al 10 febbraio, data fino a cui non può svolgersi alcuna attività operativa. In merito a quanto sostenuto nei giorni scorsi dalla società Stretto di Messina, secondo cui solo alcune aree sono sottoposte alla citata verifica e sulle altre si potrebbe in ogni caso operare, c´è invece la conferma che l´intera sezione relativa allo stralcio è sottoposta a procedura ostativa di qualsiasi operazione".

A parere del professor Ziparo, "il presunto ´miglioramento infrastrutturale´ che dovrebbe giustificare lo stralcio dalla variante approvata nel 2006 allo stato non esiste, specie in assenza del progetto di cui lo stralcio e la variante dovrebbero essere ´collaterali´ ovvero il Progetto definitivo del manufatto principale".

L´aumento di capitale deliberato ieri dall´assemblea, verrà eseguito nei prossimi 5 anni in relazione ai fabbisogni conseguenti ai lavori di realizzazione dell´opera. In particolare, l´Anas nell´ambito della propria partecipazione al capitale, interviene con 683 milioni; Rfi (gruppo Ferrovie), che detiene il 13%, partecipa con 117 milioni. La Regione siciliana, nell´impegnarsi a sottoscrivere la propria quota di competenza (2,6%) pari a 23 milioni di euro, ha dichiarato - si legge in una nota - la sua disponibilità a intervenire fino a 100 milioni.

"Sono state risolte, grazie al costante impegno del governo e del ministero delle Infrastrutture - dice l´amministratore delegato della Stretto spa, Pietro Ciucci - le problematiche dovute alla lunga fase di stallo del progetto e alla conseguente predisposizione di un nuovo programma di esecuzione dell´Opera. L´aumento di capitale è un ulteriore importante passo per dare concretezza al piano finanziario, elemento essenziale per la realizzazione, ormai avviata, del ponte sullo Stretto di Messina".

Il piano finanziario del ponte, si sottolinea, "è stato aggiornato e approvato dalla società alla luce dei nuovi valori e del cronoprogramma, confermando nella sostanza quanto predisposto nel 2003", ovvero la copertura del 40% del fabbisogno attraverso un contributo pubblico e un aumento di capitale della Stretto di Messina, mentre il restante 60% sarà reperito tramite finanziamenti sui mercati nazionali e internazionali dei capitali secondo lo schema tipico del project finance.

In particolare per il 40%, pari a 2,5 miliardi di euro, la copertura è la seguente: aumento di capitale della Stretto di Messina sottoscritto nel dicembre 2003, pari a 306 milioni; stanziamento disposto dal decreto legge anti-crisi convertito nella legge n.102, pari a 1.300 milioni; infine, la ricapitalizzazione di ieri deliberata dall´assemblea.

(Fonte: lasiciliaweb.it)