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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 885
RAGUSA - 28/11/2009
Sicilia - Da Ragusa l’ultimo monito al presidente della Regione

Leontini a Lombardo: "Azzerare la giunta regionale"

Il deputato ha parlato in un’affollata assemblea a villa Di Pasquale, che ha avuto il sapore di una convention pre elettorale

Parte da Ragusa il monito per Raffaele Lombardo. «Ritornare indietro, azzerare la giunta e ricostituire la maggioranza», dice Innocenzo Leontini in una affollata assemblea a villa Di Pasquale, che ha avuto il sapore di una convention pre elettorale.

Il capogruppo lealista, testa di ariete del Pdl nella guerra contro Lombardo, ha chiamato a raccolta il suo elettorato per lanciare un messaggio chiaro al governo e ricompattare allo stesso tempo i ranghi di un Pdl che in Sicilia così come in provincia di Ragusa, è spaccato in due con Nino Minardo, sponda Miccichè, ed il parlamentare ispicese.

Al tavolo con Leontini l’eurodeputato ed ex assessore all’agricoltura Giovanni La Via, Domenico Nania e Nello Dipasquale che si è rivisto nel gruppo dei fedelissimi di Leontini dopo la sua polemica autosospensione dal Pdl ed una certa presa di distanza dal parlamentare. In prima fila sindaci, amministratori, a sostenere la linea lealista di Leontini. «Con uno spezzone di partito Lombardo non va da nessuna parte ha detto Giovanni La Via- Il Pdl è centrale e Lombardo non può tradire la Sicilia. Bisogna stare uniti e tornare al risultato post elettorale».

A due giorni dall’ultimatum di Lombardo agli alleati Leontini apre una porta. «Lombardo ha invitato ufficialmente l’Udc a sedersi al tavolo delle trattative. Qualcosa vorrà pur dire. Noi invitiamo Lombardo a pensarci e ripartire tutti insieme per una maggioranza forte nei numeri e nei contenuti». Da Palermo arriva subito la risposta del presidente» Non ci sarà nessun azzeramento di giunta « Mercoledì andrò in aula con un programma con un forte senso di innovazione e di riforme» La sfida è lanciata e Lombardo invoca già i voti dei singoli deputati per chi condividerà il suo programma al di là di schieramenti e maggioranze. L’alternativa a quel punto saranno le elezioni.