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RAGUSA - 29/10/2009
Sicilia - Nuovi particolari sull’efferato omicidio di Francesca Ferraguto

Avrebbe colpito convivente alla testa prima di farla a pezzi

Dopo 5 mesi, il presunto assassino ha ceduto davanti all’ennesimo interrogatorio dei carabinieri gettando la maschera e rendendo noti i particolari del delitto

Francesca Ferraguto, la giovane augustana di 22 anni uccisa e fatta a pezzi dal convivente Gianfranco Bari, è stata probabilmente uccisa con un violento colpo alla testa.

La circostanza emerge dall´autopsia eseguita su incarico del procuratore capo Ugo Rossi e del sostituto procuratore Manuela Cavallo dal medico legale Orazio Cascio.

Il medico legale Orazio Cascio ha due mesi di tempo per consegnare alla Procura le risposte agli interrogativi che gli sono stati posti, il primo dei quali è stabilire come la giovane è stata uccisa. Gianfranco Bari, pur avendo ammesso di avere commesso il delitto, durante la confessione-choc di lunedì è stato molto vago, dicendo di avere ricordi molto confusi.

Ad Augusta, intanto, i carabinieri continuano ad ispezionare le abitazioni dell´indagato.

Hanno cominciato martedì nell´appartamento di via Lavaggi dove Gianfranco Bari dice di avere ucciso la sua giovane convivente. Ed è subito emersa una situazione inattesa. Una parte della casa, infatti, è stata ristrutturata durante l´estate, a luglio, circa due mesi dopo la misteriosa sparizione della povera Francesca. In particolare, nella stanza dove l´uomo dice di avere sezionato in nove pezzi il corpo della giovane convivente, sono state applicate delle piastrelle alle pareti.

Insomma, questi lavori potrebbero avere coperto la maggior parte delle tracce e non si sa cosa pensino di fare adesso gli inquirenti.

Ieri i militari dell´Arma si sono spostati prima nella villa di contrada Pezzagrande, nel cui giardino sono stati trovati i resti del cadavere di Francesca Ferraguto, e poi in un appartamento di via XXV Aprile, dove l´assassino era andato a vivere negli ultimi mesi con i tre figli avuti dalla moglie da cui si era separato tempo fa. Sempre ieri i carabinieri si sono spostati nei pressi di Lentini, dove in un deposito di trovava la Fiat 600 della vittima, posta sotto sequestro dopo che era stata trovata il 9 luglio scorso vicino alla stazione ferroviaria di Catania. La vettura era già stata attentamente ispezionata quando fu ritrovata ma adesso la si è voluta affidare alle sofisticate strumentazioni del Ris, poichè non èi escluso che possano trovarvisi tracce che aiutino a ricostruire meglio tutta la vicenda.

LA CRONACA DELL´EFFERATO DELITTO
Picchiata a morte poi fatta a pezzi. E’ finita sotterrata in tre sacchi neri dell’immondizia in contrada Pezza Grande nei pressi di Augusta, Francesca Ferraguto, 22 anni, di Augusta, dove lavorava come banconista in un bar. Autore dell’efferato delitto il suo convivente, Gianfranco Bari, operaio, anche lui di Augusta, 35 anni.

Agghiaccianti i particolari resi noti dai carabinieri della compagnia di Augusta che dal 25 maggio lavorano sul caso. Gianfranco Bari ha utilizzato un flex ed una sega elettrica per sezionare il cadavere, poi ha caricato il corpo sulla macchina e l’ha sotterrato. Una lucida follia che ha resistito per cinque mesi ma l’uomo è caduto ieri davanti all’ennesimo interrogatorio dei carabinieri gettando la maschera e rendendo noti i particolari del delitto. E’ stata le gelosia a innescare la vendetta di Gianfranco Bari che ha picchiato in macchina la ragazza fino ad ucciderla. Poi ha inscenato la parte denunciando la scomparsa di Francesca.

L´automobile della giovane, una Fiat Seicento di colore bianco, era stata ritrovata lo scorso 9 luglio nei pressi della stazione ferroviaria di Catania, aperta e con le chiavi ancora inserite, circostanza che aveva fatto pensare ad un allontanamento volontario. Ma i genitori di Francesca avevano escluso tale ipotesi, sostenendo che la giovane non avrebbe mai abbandonato l´auto, con all´interno le chiavi di casa. I Carabinieri di Augusta, dal momento della denuncia, non hanno mai cessato le ricerche. Le indagini hanno condotto gli inquirenti ad ipotizzare che la donna fosse rimasta vittima di una mano omicida, concentrando le proprie attenzioni sull´ambiente in cui viveva, ed in particolare su Gianfranco Bari, con cui la Ferraguto viveva da due anni in un´abitazione non lontana dai genitori.

Nel corso dell’interrogatorio di ieri alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa, Manuela Cavallo l’uomo è apparso titubante, poco sicuro di sè nel ricostruire gli ultimi momenti passati insieme alla vittima. L’incalzare delle domande, a cui non riusciva a dare più risposte, alla fine è sfociato in una piena ammissione di responsabilità.

Nella serata di ieri, i Carabinieri di Augusta, con la collaborazione dei Vigili del Fuoco, hanno cominciato a scavare nel luogo indicato da Gianfranco Bari, rinvenendo quello che ormai rimaneva del cadavere.

I resti sono stati recuperati e saranno successivamente oggetto di esame del Dna da parte del R.I.S. dei Carabinieri, per attribuirne la legittima corrispondenza alla Ferraguto, anche se non resta molto spazio per i dubbi. L’uomo è accusato di omicidio e occultamento di cadavere.