Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 639
RAGUSA - 22/08/2009
Sicilia - Palermo: curriculum carenti scatenano polemiche sulla nomine sanitarie

Incompatibili alcuni dei manager Asp di fresca nomina?

Siluro di Castiglione a Lombardo. A rischio De Nicola a Trapani, Allegra al Civico, Calaciura e Maniscalco. Si prevedono ricorsi e il rientro in gioco degli esclusi Foto Corrierediragusa.it

Fabrizio De Nicola, funzionario amministrativo, nominato all’Asp Trapani, pare non abbia neanche il titolo di dirigente per svolgere il compito di manager. E anche Dario Allegra, ex presidente dell´Acquedotto di Palermo, mandato al Civico del capoluogo, secondo fondate indiscrezioni non avrebbe i requisiti coerenti per occuparsi di sanità in un centro così importante come il Civico.

Un’altra chicca? Salvatore Di Rosa, spedito al Cervello di Palermo, dipendente dell’amministrazione sanitaria, per esercitare la carica di manager dovrebbe andare in pensione entro il 31 agosto perché altrimenti sarebbe incompatibile. E che dire di Ignazio Tozzo, nominato al Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, attualmente dirigente regionale con ufficio a due passi da casa a Palermo, che dovrebbe spostarsi a Catania per andare a guadagnare anche di meno? L’interessato, dicono, sarebbe pronto a rinunciare. E problemi ci sarebbero anche per Giuseppe Calaciura all’Asp di Catania e per Franco Maniscalco all’Asp di Siracusa.

Per tutte queste indiscrezioni e altro, si racconta di un presidente Raffaele Lombardo molto risentito (per usare un termine leggero) con l’assessore Massimo Russo per queste nomine che di certo scateneranno una valanga di ricorsi. Il primo siluro, infatti, è partito da Giuseppe Castiglione, il coordinatore regionale del Pdl, che sulle pagine di Repubblica edizione palermitana non si fa scrupoli nell’attaccare le modalità delle nomine e i criteri di scelta. Ma anche l’Udc e il Pd non sono teneri con i vertici dell’amministrazione regionale.

In un contesto simile, pensiamo al presidente della Commissione Affari istituzionali Riccardo Minardo (nella foto), che al suo ritorno dalla vacanza dovrà essere con molto equilibrismo nel tenere a bada la scottante vicenda delle nomine. La norma vuole, infatti, che le nomine fatte dall’assessore Massimo Russo passino adesso dalla Commissione presieduta da Minardo, esponente di spicco del movimento autonomista per esprimere un parere positivo o negativo. E se c’è un abuso d’ufficio o una palese violazione di legge, quale componente della Commissione darà parere favorevole?

Una cosa possiamo anticipare con certezza, al di là delle valutazione della Commissione di Minardo, che se si riapre la partita delle nomine potrebbero rientrare in gioco molti degli esclusi, i quali hanno già contattato gli avvocati per presentare ricorsi avverso le presunte incompatibilità sopra citate e al giudice del lavoro per il rispetto del contratto (parte economica) per i mesi da settembre fino alla scadenza dei contratti.