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RAGUSA - 25/07/2009
Sicilia - Bocciati anche "mostri sacri" come Roma 3, La Sapienza e Parma

Le università di Catania, Palermo e Messina sono "lente"

In termini concreti significa che gli atenei isolani avranno circa un milione di euro in meno rispetto al budget garantito dal ministero lo scorso anno

Nessuna delle tre università siciliane è virtuosa. Palermo e Messina in fondo alla graduatoria, Catania poco più su, nella graduatoria stilata dall’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, Anvur. In termini concreti significa che le tre università isolane avranno circa un milione di euro in meno rispetto al budget garantito dal ministero lo scorso anno. Nella lista delle università virtuose la prima è Trento e l’università della Calabria, di Benevento e di Bari rientrano tra le 27 virtuose. Tutte in rosso le altre compresi gli atenei siciliani con Messina e Palermo in fondo alla graduatoria con un 3 per cento in meno rispetto ai parametri adottati dall’Ansvur.

Bocciati anche atenei molto ricercati dagli studenti siciliani come Roma 3, La Sapienza e Parma. "Per la prima volta in Italia - si legge in una nota - il ministero dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità". Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato infatti distribuito in base alla qualità della ricerca (due terzi del Fondo premiale) e della didattica (un terzo del Fondo) degli atenei. "Prende il via, dunque, con questo provvedimento il nuovo sistema di valutazione delle università italiane, grazie al quale saranno premiati gli atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente anche dalla Crui", la conferenza dei rettori.

I parametri che sono stati valutati sono i risultati conseguiti nella didattica, la ricerca, le buone valutazioni degli studenti, il rapporto docenti-studenti. Due agli aspetti sondati per assegnare le risorse: qualità della ricerca e della didattica. Nel primo caso si è tenuto conto delle valutazioni del Civr sulla qualità della ricerca in base a parametri internazionali, del numero dei ricercatori e dei docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani valutati positivamente.