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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 313
RAGUSA - 22/07/2009
Sicilia - Acireale: la vittima è Giuseppe Azzarelli, 7 anni ancora da compiere

Bimbo sbranato ad Acireale. Il fratello: "I cani erano miei"

Il piccolo si era avvicinato per guardare dei cuccioli appena nati ed è stato aggredito mortalmente dal branco

Ancora una volta un branco di randagi killer semina morte e terrore in Sicilia, e ancora una volta è un bambino la vittima di questa tragedia insensata. Giuseppe Azzarelli, un bimbo che non aveva ancora compiuto sette anni, è stato sbranato ieri sera in contrada San Cosimo, alla periferia di Acireale, da almeno cinque cani inferociti.

Tra di loro un pit bull, un dobermann e una femmina di razza dogo argentino che aveva partorito da poco una cucciolata. Sarebbe stata proprio quest´ultima ad azzannare per prima il piccolo che si era avvicinato per vedere i cuccioli. Gli altri cani avrebbero poi fatto scempio del corpo del bimbo, al quale è stata quasi staccata di netto la testa con un profondo morso alla gola.

Uno spettacolo raccapricciante scoperto proprio dai genitori del piccolo - il padre Nino, è un magazziniere dell´Acireale calcio, la madre è casalinga - allarmati per il mancato rientro del figlio. Dopo alcune ore di ricerche si sono ricordati di quel fondo alla periferia del paese dove Giuseppe, insieme ad altri bambini, portava da mangiare ed accudiva un branco di cani randagi. E sono stati proprio loro a ucciderlo senza pietà. Nessuna autopsia è stata disposta sul corpo della vittima.

Sul posto sono arrivate subito unità cinofile, che hanno portato via gli animali, oltre a personale della Asl e ai carabinieri. La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un´inchiesta per risalire ai proprietari dei cani o identificare a chi fossero affidati.

I cani erano del fratello
I cani che hanno ucciso Giuseppe erano del fratello della vittima, Ivan, 19 anni, che li custodiva in un recinto vicino a casa. È stato lo stesso ragazzo ad ammetterlo ai magistrati che lo hanno ascoltato nel pomeriggio come persona informata sui fatti. Ivan, che ha precedenti per furto, era soggetto all´obbligo di firma, e domani sarà interrogato in procura alla presenza di un avvocato. Intanto, è stato stabilito che la morte di Giuseppe è stata provocata da un morso alla giugulare.

Ivan, che vive nella casa di famiglia con i genitori e i fratelli, ha ribadito ai magistrati che aveva detto a Giuseppe di non andare nel recinto dove il bambino, sfuggendo al controllo, si era già recato più volte prima della tragedia a portar da mangiare ai cani. La casa degli Azzarello si trova in contrada san Cosimo, alla periferia di Acireale e il terreno, in stato di abbandono, sul quale è costruito il recinto apparteneva a un pensionato morto qualche tempo fa.

Disperati i familiari
"A Giuseppe ripetevamo sempre di non andare a giocare con quei cani perché era pericoloso. Lo avevamo messo in guardia, ma lui non ci ascoltava. Adesso chi glielo dice a mia madre", recrimina il fratello Ivan. Il ragazzo è ancora sotto choc e non riesce a darsi pace: "Perché non ci ha voluto ascoltare?", continua a ripetere tra le lacrime. La famiglia Azzarelli abita in via degli Ulivi, a poche decine di metri dal luogo dove è avvenuta la tragedia, in un grande condominio di edilizia popolare.

Il padre del bimbo, Nino, è molto conosciuto negli ambienti sportivi perché lavora come magazziniere dell´Acireale calcio; la mamma, Alfia, è una casalinga che solo oggi ha saputo della morte del figlio. Ieri sera, infatti, le avevano detto che Giuseppe era rimasto ferito, e che era stato ricoverato in ospedale. Quando stamani ha appreso la notizia, ha avuto un malore ed è svenuta. La coppia, oltre a Ivan e Giuseppe, ha un´altra figlia di 22 anni.

Forse cani addestrati ai combattimenti
Il sostituto procuratore Carla Santocono parlando con i giornalisti stamane al termine di una ispezione fatta nel fondo agricolo di contrada San Cosimo ha affermato che "sono state rilevate delle tracce che farebbero pensare ad un posto dove venivano addestrati cani, ma non sappiamo datare. Stiamo accertando". Nel fondo sono state trovate alcune cucce di fattura artigianale recintate da reti metalliche. Intanto non sarebbe stato trovato il cane che ha morso, uccidendolo, il bimbo.

Gli inquirenti durante il sopralluogo, hanno trovato nel fondo agricolo cinque cani, tre incatenati e due liberi: quattro meticci e un dobermann. Quest´ultimo aveva il microchip la cui lettura ha permesso ai veterinari dell´Asl che collaborano con i carabinieri a risalire al legittimo proprietario che aveva denunciato il furto dell´animale più di un mese fa. I carabinieri non escludono che il fondo fosse utilizzato come luogo di custodia di cani da combattimento: forse qualche animale è stato portato via subito dopo la tragedia.

I Nas battono i canili etnei
I carabinieri del Nas avvieranno al più presto indagini sulla gestione dei canili del Catanese così come ha annunciato il tenente colonnello Ernesto Di Gregorio, che coordina il Sud Italia. "Abbiamo effettuato un sopralluogo con i carabinieri della locale compagnia - ha detto l´ufficiale - e abbiamo rilevato le condizioni nelle quali erano tenuti gli animali, dalle quali emerge una ipotesi di maltrattamento forte o voluto". "Abbiamo collaborato - ha aggiunto Di Gregorio - anche mettendo a disposizione la nostra professionalità riguardo alle tracce di sangue rilevate sul luogo della tragedia, suggerendo agli investigatori un esame su tracce di Dna e sullo stesso dna dei cani finora catturati".

(Fonte: lasiciliaweb.it)